ATTUALITÀ POLITICA - 23 aprile 2026, 07:00

Terzo settore, via libera del Consiglio Valle: “Pilastro della nostra comunità”

Sì a larga maggioranza alla legge regionale: amministrazione condivisa, Consulta e nuove forme di cittadinanza attiva. Centrale l’intervento di Corrado Jordan

Riccardo Jacquemod, Portavoce Terzo Settore VdA

Terzo settore, via libera del Consiglio: “Pilastro della nostra comunità”
Sì a larga maggioranza alla legge regionale: amministrazione condivisa, Consulta e nuove forme di cittadinanza attiva. Centrale l’intervento di Corrado Jordan.

«Le tiers secteur n’est pas un univers abstrait… mais un pilier fondamental du développement». È da questa considerazione, lucida e quasi pedagogica, che si può partire per leggere una delle pagine più costruttive del Consiglio Valle: l’approvazione, nella seduta del 23 aprile 2026, della legge sul sostegno e la promozione del Terzo settore.

Il voto – 24 favorevoli e 9 astensioni – certifica un consenso ampio su un provvedimento che prova a fare un salto di qualità: non più semplice recepimento del Codice nazionale, ma adattamento concreto alla realtà valdostana, con strumenti operativi e un impianto che guarda alla collaborazione tra istituzioni e società civile.

E proprio l’intervento di Corrado Jordan (UV) si è imposto come uno dei momenti più densi del dibattito. Non una presa di posizione tecnica, ma una riflessione di sistema: «Il ne s’agit pas d’une simple forme de bienfaisance, mais d’un élément central de l’économie civile». Il consigliere ha ricordato come il Terzo settore sia «un pilastro fondamentale dello sviluppo» e una «fonte di orgoglio collettivo» per la Valle d’Aosta, chiedendo il pieno riconoscimento della dignità di chi «contribuisce ogni giorno alla coesione sociale».

Il filo conduttore della legge è proprio questo: passare da una logica di delega a una logica di alleanza. Lo ha spiegato Clotilde Forcellati (PD-FP), parlando di «atto atteso e necessario» che introduce l’amministrazione condivisa e «supera una logica di appalto» a favore di strumenti collaborativi, pur segnalando il rischio di «un Terzo settore a due velocità».

Sulla stessa linea Eugenio Torrione (AVS), che ha definito il testo «una legge necessaria» e «frutto di un lavoro serio», sottolineando la centralità della cooperazione sociale come «pilastro nella produzione di servizi e occupazione».

Per Loredana Petey (UV), la norma costruisce «un modello valdostano di sussidiarietà moderno», valorizzando anche il volontariato individuale: «non più solo buona volontà, ma cittadinanza attiva riconosciuta».

Più prudente ma non meno significativo l’intervento di Marco Sorbara (FI), che ha richiamato il tema dell’efficacia: «serve trasparenza, regole chiare e strumenti di controllo», ricordando che «dietro ogni norma ci sono fragilità reali».

Dal fronte delle astensioni, Aldo Domanico (FdI) ha riconosciuto gli aspetti positivi ma segnalato criticità: «strumenti ancora poco definiti» e il rischio di «disparità tra soggetti del Terzo settore».

Di natura più politica la posizione di Marco Carrel (AdC), che ha spiegato il voto come «un segnale forte» legato al contesto istituzionale: «far finta di nulla non ci porta da nessuna parte».

In chiusura, la replica dell’assessore Carlo Marzi, che ha rivendicato «un lungo processo di concertazione» e definito il testo «una legge quadro di ampio respiro», fondata sul principio che «il rapporto tra pubblico e Terzo settore non deve più basarsi sulla competizione ma sulla convergenza».

Corrado Jordan (Uv)

Nel complesso, il Consiglio ha provato a scrivere una norma che guarda oltre la burocrazia, riconoscendo che la forza di una comunità si misura anche nella sua capacità di fare rete. E, in questo quadro, la lettura offerta da Corrado Jordan resta la più nitida: il Terzo settore non è un contorno, ma uno dei cuori pulsanti della Valle d’Aosta.

Il provvedimento, presentato dalla Giunta regionale il 9 febbraio, è stato esaminato dalla quinta Commissione che ha prodotto un nuovo testo a seguito delle audizioni ai rappresentanti del Terzo settore e si compone di 24 articoli, che sono stati illustrati in Aula dai Consiglieri Luisa Trione (CA) per la maggioranza e Andrea Manfrin (Lega VdA) per la minoranza

pi.mi.