Seduta senza scossoni apparenti, ma non priva di frizioni politiche quella del Consiglio comunale di Saint-Vincent riunitosi martedì 21 aprile. Sul tavolo i principali atti finanziari dell’ente, accompagnati da un confronto che ha visto la minoranza ritagliarsi spazio soprattutto sui temi della pressione fiscale e dell’efficacia della spesa pubblica.
Dopo l’approvazione dei verbali, l’aula ha dato il via libera al rendiconto 2025. L’assessore al bilancio Leo Bréan ha tracciato il quadro: avanzo libero superiore al milione di euro (1.057.427,49), fondo crediti di dubbia esigibilità oltre i 2 milioni e fondo pluriennale vincolato per investimenti sopra i 3,2 milioni. Numeri che, secondo la maggioranza, certificano la solidità dei conti e la capacità dell’amministrazione di garantire servizi e investimenti.
Una lettura solo in parte condivisa dai banchi dell’opposizione. Carmen Jacquemet, per il gruppo Saint-Vincent Rialzati, ha riconosciuto la “buona salute” del bilancio, ma ha subito corretto il tiro definendolo “perfettibile”. Il punto politico è chiaro: meno compiacimento e più attenzione alla gestione concreta delle risorse. Da qui la proposta di associare alcuni servizi con altri Comuni per ridurre i costi e liberare risorse, oltre alla richiesta di una maggiore tempestività nell’utilizzo dell’avanzo, che rischia altrimenti di restare una cifra sulla carta.
Il tema fiscale ha fatto da filo conduttore al dibattito. Il sindaco Francesco Favre ha difeso le scelte dell’amministrazione, ricordando come l’Imu nei Comuni turistici sia uno strumento necessario per sostenere servizi rivolti anche ai visitatori. Ha inoltre sottolineato che la pressione fiscale locale è sostanzialmente stabile da anni, nonostante la perdita dei contributi legati al Casinò.
Un’argomentazione che non ha convinto del tutto la minoranza. Il capogruppo Corrado Zani ha chiesto conto dell’efficacia degli sgravi Imu per le attività commerciali, mentre Jacquemet ha rilanciato una proposta già avanzata in passato: trasferire il beneficio fiscale dai proprietari agli affittuari, per incidere realmente sul tessuto economico.
Sempre Zani ha riportato al centro una questione mai del tutto chiusa: il contributo del Casinò. Concluso il concordato, ha chiesto se non sia il momento di ripristinare un sostegno diretto al Comune. Favre ha confermato l’esistenza di un confronto aperto con Regione e Casa da gioco, senza però sbilanciarsi su tempi e risultati.
In questo quadro, la scelta della minoranza è stata quella dell’astensione sul rendiconto: un segnale politico che riconosce la tenuta dei conti ma non ne condivide fino in fondo l’impostazione. La stessa linea è stata mantenuta anche sulla seconda variazione di bilancio 2026-2028, approvata dalla maggioranza.
La manovra, illustrata ancora da Bréan, vale oltre 1,1 milioni di euro in conto capitale. Tra le voci più rilevanti, contributi regionali per l’efficientamento energetico del Palais e fondi del Bim per le reti idriche. Sul fronte della spesa, spazio all’acquisto di immobili e attrezzature, interventi sugli acquedotti e incarichi di progettazione. Operazioni che confermano una linea di investimento, ma che per l’opposizione andrebbero accompagnate da una visione più incisiva sul fronte delle entrate e della riduzione del carico fiscale.
Più condiviso il passaggio sulla Consulta comunale dei giovani, istituita con voto favorevole anche della minoranza. Un’apertura politica significativa, sottolineata da Beatrice Arditi, che ha parlato di un primo passo per coinvolgere le nuove generazioni e responsabilizzarle nella vita amministrativa. Unica stoccata, quella sulla “novità” dell’iniziativa, che riprende esperienze già avviate in passato. Replica secca dell’assessore Maurizio Castiglioni: contano i risultati, non le primogeniture.
Clima unanime, invece, sugli altri punti all’ordine del giorno: dalla convenzione con l’istituzione scolastica Abbé J.-M. Trèves per attività rivolte a studenti sospesi – misura con una chiara valenza sociale e preventiva – fino alle operazioni urbanistiche, tra cui la sistemazione di aree a parcheggio e permute di terreni per migliorare la funzionalità di alcune zone del territorio.
In chiusura di seduta resta una fotografia abbastanza nitida: conti in ordine e macchina amministrativa operativa, ma con un’opposizione che prova a spostare il confronto su un terreno più politico, quello delle priorità e dell’impatto concreto delle scelte su cittadini e imprese. Un terreno su cui, con l’avvicinarsi delle prossime scadenze elettorali, il dibattito è destinato ad accendersi.