Non è un tema sulla morte, ma sulla libertà. E soprattutto sulla qualità della vita. È da questa prospettiva che l’associazione Diritto alla Salute (DAS) propone il quarto appuntamento del suo ciclo di incontri divulgativi dedicati ai temi socio-sanitari di interesse pubblico.
L’iniziativa si terrà giovedì 23 aprile, alle ore 21, nel salone del Palazzo Regionale Maria Ida Viglino, e sarà interamente dedicata a un argomento tanto delicato quanto centrale: il testamento biologico, o disposizioni anticipate di trattamento.
«L’argomento del testamento biologico non è un tema sulla morte. È un tema sulla libertà e sulla qualità della vita», sottolinea il presidente dell’associazione, Sergio Crotta. «Quando ne parliamo, pensiamo spesso alla fine della vita, ma in realtà stiamo parlando di qualcosa di molto più attuale: la possibilità di decidere, oggi, come vogliamo essere curati domani, quando potremmo non essere più in grado di dirlo».
Un messaggio che ribalta la percezione comune e che punta a riportare il tema nel presente, sottraendolo a paure e rimozioni. In un contesto sanitario sempre più avanzato, la questione non è solo cosa si può fare, ma cosa si vuole davvero che venga fatto.
«La medicina moderna è straordinariamente potente: può prolungare la vita, sostenere funzioni vitali, intervenire anche in condizioni estreme», prosegue Crotta. «Ma proprio per questo si apre una domanda cruciale: fino a che punto è giusto fare tutto ciò che è tecnicamente possibile?».
È qui che entrano in gioco le disposizioni anticipate di trattamento, strumenti che consentono di esprimere in anticipo le proprie volontà. Non un atto formale, ma una scelta consapevole che alleggerisce il peso decisionale nei momenti più difficili.
«Nella pratica clinica sappiamo quanto spesso le decisioni più complesse vengano prese in condizioni di urgenza, senza indicazioni chiare», evidenzia ancora il presidente del DAS. «Le disposizioni anticipate permettono invece di trasformare una scelta improvvisa in una scelta pensata, condivisa e rispettosa della persona».
Il valore dell’iniziativa sta proprio qui: informare, rendere accessibile un tema che riguarda tutti e favorire una cultura della responsabilità individuale e collettiva.
«Il testamento biologico non è un atto burocratico», conclude Crotta. «È un atto di responsabilità verso sé stessi, verso i propri familiari e anche verso i medici. È il modo più civile che abbiamo per dire: questa è la mia idea di dignità, anche quando non potrò più esprimerla».
A guidare l’incontro sarà Marina Morello, già responsabile del Dipartimento di Emergenza-Accettazione dell’ospedale di Ivrea-Cuorgnè, oggi in pensione ma ancora attiva nel volontariato.
Fondata nel 2025, l’associazione Diritto alla Salute opera in Valle d’Aosta con un obiettivo concreto: offrire visite mediche specialistiche gratuite a persone in difficoltà economiche. Un impegno che si affianca a quello culturale e informativo, nella convinzione che l’accesso alla salute passi anche dalla consapevolezza dei propri diritti.
Un incontro, dunque, che non riguarda solo il fine vita, ma il diritto — profondamente umano — di scegliere come vivere, fino in fondo.