Nella mattinata di venerdì 17 aprile 2026, il Consiglio Valle ha aperto le sue porte a un gruppo di giovani cittadini che, per qualche ora, hanno lasciato i banchi di scuola per sedersi nei banchi della democrazia.
La classe II A della scuola secondaria di primo grado di Morgex è stata protagonista di una visita istituzionale nell’ambito del progetto “Portes Ouvertes”, iniziativa che mira a far conoscere da vicino il funzionamento delle istituzioni regionali e a rafforzare la cultura civica tra le nuove generazioni.
Ad accogliere gli studenti è stato il Presidente del Consiglio regionale Stefano Aggravi, insieme alle insegnanti accompagnatrici Chiara Jaccod e Joelle Clusaz, che hanno seguito i ragazzi in questo percorso di educazione alla cittadinanza.
Dopo un momento introduttivo dedicato alla storia e al funzionamento dell’Assemblea legislativa regionale, gli studenti hanno vissuto un’esperienza particolarmente significativa: hanno occupato simbolicamente i posti dei consiglieri regionali, trasformandosi per un giorno in protagonisti del dibattito politico.
Il tema scelto per la simulazione non era banale, anzi tutt’altro che scontato: l’assegnazione dei compiti a casa. Una questione apparentemente scolastica, ma capace di aprire riflessioni su carichi di lavoro, organizzazione del tempo, equità e ruolo dell’educazione nella crescita dei giovani.
Il confronto, vivace e partecipato, ha mostrato quanto i ragazzi siano in grado di ragionare in termini collettivi quando vengono messi nelle condizioni di farlo. Ed è proprio qui che l’esperienza assume un valore che va oltre la semplice visita istituzionale.
Il Consiglio Valle d’Aosta, come istituzione rappresentativa, non è soltanto un luogo di decisioni amministrative: è anche uno spazio simbolico in cui si costruisce il rapporto tra cittadini e politica. Portare gli studenti dentro questo spazio significa investire sul futuro della partecipazione democratica.
La visita della classe di Morgex assume così un significato più ampio: non solo un momento didattico, ma un piccolo laboratorio di cittadinanza attiva. Un’occasione per ricordare che la politica non è un mondo distante o inaccessibile, ma una dimensione che riguarda direttamente la vita quotidiana di tutti.
Ed è proprio su questo punto che l’esperienza dovrebbe far riflettere: senza una formazione civica solida, senza la capacità di comprendere e discutere le regole della convivenza, la democrazia rischia di restare una parola vuota. Al contrario, quando i giovani vengono coinvolti, ascoltati e responsabilizzati, quella stessa democrazia si rafforza.
Iniziative come “Portes Ouvertes” dimostrano che il contatto diretto tra istituzioni e scuole non è un accessorio, ma una necessità. Perché la politica, per restare viva, ha bisogno di cittadini consapevoli prima ancora che di elettori.
E la lezione più importante, forse, non è arrivata dai banchi del Consiglio, ma dagli sguardi e dalle domande degli studenti: curiosi, critici, e già capaci di immaginare un ruolo attivo dentro la comunità.