ATTUALITÀ - 17 aprile 2026, 20:50

25 Aprile, memoria viva e impegno quotidiano: Aosta celebra la Liberazione

Dal messaggio del sindaco alla città al programma delle celebrazioni: l’81° anniversario della Liberazione diventa occasione per riflettere sul valore attuale della libertà, tra memoria storica, identità e responsabilità collettiva

Aosta si prepara a celebrare l’81° anniversario della Liberazione con una giornata densa di significato, non solo sul piano commemorativo ma anche su quello civile e politico. Al centro delle celebrazioni, il messaggio del sindaco che invita la comunità a non considerare il 25 Aprile come una semplice ricorrenza, ma come un momento vivo, capace di interrogare il presente.

Nel suo intervento rivolto alle cittadine e ai cittadini, il primo cittadino richiama con forza il legame tra Resistenza e Autonomia valdostana. Una connessione tutt’altro che simbolica: la lotta partigiana combattuta tra queste montagne non è stata solo un capitolo della storia nazionale, ma un passaggio decisivo per l’affermazione dell’identità locale, fatta di lingua, cultura di confine e specificità alpina. Un’autonomia che, viene ricordato, non è un dono, ma una conquista pagata con il coraggio.

Ma il cuore del discorso guarda all’oggi. “Da cosa dobbiamo liberarci ora?” è la domanda che attraversa il messaggio del sindaco, spostando l’attenzione dalla memoria alla responsabilità contemporanea. La libertà, viene sottolineato, non è un simbolo statico, ma un processo continuo che richiede partecipazione, consapevolezza e spirito critico.

In un’epoca segnata da velocità e disinformazione, il rischio individuato è quello dell’indifferenza, considerata una delle principali minacce alla qualità della democrazia. Per questo, la partecipazione attiva viene indicata come l’unico vero antidoto al declino democratico, in linea con l’eredità lasciata dalla Resistenza.

Non manca un richiamo forte all’identità di Aosta come città di confine: un luogo che unisce e costruisce ponti, capace di dialogare con l’Europa e di accogliere chi sceglie di farne parte. Una visione che lega la memoria storica alla dimensione internazionale e contemporanea.

Accanto a questo, emerge anche il tema della sostenibilità: non può esserci libertà piena, si sottolinea, senza la difesa dell’ambiente e del territorio, oggi esposti a nuove sfide e fragilità.

Particolarmente significativo il passaggio rivolto ai giovani, chiamati a raccogliere il testimone della libertà conquistata dalle generazioni precedenti. Un’eredità che offre opportunità – viaggiare, studiare, connettersi – ma che richiede anche responsabilità e consapevolezza.

Il programma delle celebrazioni del 25 aprile accompagnerà questa riflessione con una serie di iniziative diffuse sul territorio, organizzate dall’Amministrazione comunale in collaborazione con il Comitato valdostano dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, le associazioni combattentistiche e d’Arma, l’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta e l’Amministrazione regionale.

La giornata si aprirà alle 9,30 al Cimitero di Aosta con la deposizione di una corona al Sacrario dei caduti, seguita dalla Santa Messa. Alle 10,45 sarà la volta del Monumento ai caduti nel Giardino della Rimembranza, mentre alle 11 piazza Émile Chanoux ospiterà l’alzabandiera, la deposizione della corona al Monumento del Soldato valdostano e i discorsi ufficiali.

Nel pomeriggio, alle 16, la piazza tornerà a essere protagonista con il concerto della Banda Municipale di Aosta insieme all’Orchestre d’harmonie de Baume-les-Dames, seguito dall’ammainabandiera alle 17,30.

A corollario delle celebrazioni, spazio anche a momenti di socialità e approfondimento: dalla “polenta antifascista” negli spazi di PLUS Aosta, alla proiezione serale di cortometraggi a tema, fino alla visita guidata nel Quartiere Cogne sui luoghi della Resistenza valdostana.

Le iniziative proseguiranno anche martedì 28 aprile, con la presentazione del libro “Voto alle donne! La storia di una battaglia, dalle suffragette alla Costituente” di Mario Avagliano e Marco Palmieri al Salone ducale.

Una ricorrenza, dunque, che ad Aosta non si limita al ricordo, ma si trasforma in un’occasione per ribadire un principio semplice e allo stesso tempo impegnativo: nella storia non esistono spettatori. E anche oggi, come allora, scegliere da che parte stare resta una responsabilità collettiva.

je.fe.