CRONACA - 10 aprile 2026, 11:20

Una festa che parla al cuore: sicurezza, memoria e fiducia nella comunità

Nel 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, il discorso del questore Angela Cannavale diventa occasione per riflettere su sicurezza percepita, responsabilità istituzionale e rapporto con i cittadini. Tra memoria dei caduti e sfide contemporanee, emerge un messaggio forte: senza fiducia e cultura della legalità, nessuna comunità può dirsi davvero sicura

C’è qualcosa di profondamente autentico, quasi disarmante, nelle parole pronunciate dal questore Angela Cannavale in occasione del 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato. Non è stato il solito discorso celebrativo, ma una riflessione ampia, lucida e a tratti persino inquieta su ciò che significa oggi garantire sicurezza in una società complessa come quella della Valle d'Aosta.

La cerimonia si è aperta nel segno della memoria, con la deposizione della corona d’alloro per i caduti: un gesto che rischia spesso di scivolare nella ritualità, ma che qui è apparso invece carico di significato. Perché il punto, come ha ricordato il questore, non è solo onorare chi ha perso la vita, ma riconoscere che quel sacrificio continua a interrogare il presente. E lo fa in modo scomodo, chiedendo coerenza, responsabilità e – soprattutto – credibilità.

Uno dei passaggi più forti del discorso riguarda la distanza tra realtà e percezione. I dati dicono che l’Italia, e ancor più la Valle d’Aosta, registrano livelli di criminalità relativamente bassi. Eppure, la paura resta alta. È qui che Cannavale centra un nodo cruciale: viviamo immersi in un flusso continuo di notizie, spesso negative, che amplificano insicurezze e costruiscono una narrazione distorta. Non è solo un problema di ordine pubblico, ma di equilibrio sociale e culturale.

E allora la sicurezza smette di essere solo una questione di numeri o di pattuglie e diventa qualcosa di più profondo: un diritto che si intreccia con tutti gli altri. Senza sicurezza – è il senso del ragionamento – non c’è libertà vera, non c’è partecipazione, non c’è comunità. Ma attenzione: sicurezza non significa controllo cieco o repressione indiscriminata. Significa presenza, ascolto, relazione.

In questo senso, il motto “Esserci sempre” acquista un valore concreto, quasi quotidiano. Non è uno slogan, ma una promessa che si gioca nelle strade, nelle scuole, nei contatti con le persone più fragili. Dalle campagne contro il cyberbullismo alle iniziative contro le truffe agli anziani, emerge un modello di polizia che prova – non senza difficoltà – a stare dentro la società, non sopra.

Certo, il discorso non evita le ombre. Anzi, colpisce la chiarezza con cui viene affrontato il tema degli errori interni: quando un appartenente alla polizia sbaglia, deve risponderne fino in fondo. È un passaggio tutt’altro che scontato, che richiama direttamente il tema della fiducia. Perché oggi, più che mai, la legittimazione delle istituzioni passa dalla trasparenza.

E poi c’è la dimensione collettiva. Cannavale insiste molto sul lavoro “corale” tra istituzioni: Regione, forze dell’ordine, protezione civile, scuole. Un richiamo che, letto tra le righe, suona anche come un monito. Perché quando questo coordinamento si inceppa – e succede più spesso di quanto si dica – il risultato è proprio quel “cortocircuito informativo” che alimenta sfiducia e disorientamento.

Il passaggio forse più intenso è quello quasi filosofico, con la citazione di Corrado Alvaro: il dubbio che vivere rettamente sia inutile. È una frase che pesa, perché fotografa una crisi morale prima ancora che sociale. E qui il ruolo della polizia, ma più in generale delle istituzioni, diventa quasi pedagogico: dimostrare, con i fatti, che la legalità non è un’ingenuità ma una scelta che regge.

Alla fine, resta una sensazione precisa: questa non è stata solo una celebrazione, ma una chiamata alla responsabilità. Non solo per chi indossa una divisa, ma per tutti. Perché la sicurezza, quella vera, non si costruisce solo con le leggi o con i controlli, ma con una comunità che decide di riconoscersi nei propri valori.

E in tempi in cui è facile cedere al cinismo o alla paura, non è poco.

Angela Cannavale

Premiati e riconoscimenti

Non è una semplice lista di nomi, e sarebbe un errore leggerla così. Le lodi conferite raccontano storie concrete, spesso silenziose, che danno sostanza a quel “Esserci sempre” evocato nel discorso del questore. Dentro queste righe ci sono indagini complesse, interventi in situazioni limite, vite salvate e fragilità intercettate in tempo. È qui che la funzione della polizia diventa tangibile, lontana dalle astrazioni e vicina alla quotidianità delle persone.

Colpisce, in particolare, l’equilibrio tra attività repressiva e dimensione umana: da un lato operazioni contro lo spaccio, la violenza e i reati più gravi, dall’altro interventi di soccorso che parlano di attenzione, sensibilità e prontezza. È il segno di una polizia che non è solo presidio di legalità, ma anche presidio sociale.

Non si tratta soltanto di elenchi formali, ma di un mosaico di interventi che raccontano, nel concreto, la quotidianità operativa della Polizia di Stato: indagini complesse, reati gravi, ma anche interventi salvavita e situazioni ad altissima tensione. È in queste storie che si misura davvero il valore del servizio reso alla collettività.

Nome e Cognome

Ruolo / Ufficio

Riconoscimento

Gianluca Soldano

Ispettore – Questura di Aosta

Lode per il coordinamento di un’attività di polizia giudiziaria conclusa con l’arresto in flagranza di tre soggetti per spaccio di stupefacenti (Aosta, 5 dicembre 2024)

Massimiliano Perrone, Paolo Giacomini, Carlo Casteller

Ispettori e Sovrintendente – Sicurezza e soccorso in montagna

Lode per attività investigativa conclusa con il deferimento di cinque soggetti per omissione di soccorso, lesioni colpose e violenza privata (Breuil-Cervinia, 11 gennaio 2025)

Enrico Seravalle

Ispettore – Questura di Aosta

Lode per intervento di soccorso pubblico che ha evitato un tentativo di suicidio (Aosta, 4 ottobre 2024)

Simone Agostino

Agente – Questura di Aosta

Lode per intervento di soccorso pubblico a favore di una giovane donna che aveva tentato il suicidio (Aosta, 25 febbraio 2025)

Manuel Fioretti

Agente scelto – Questura di Aosta

Lode per attività di polizia giudiziaria con arresto per maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale (Aosta, 25 gennaio 2025)

Denis Champvillair, Nicola Esposto

Vice ispettore e Assistente capo coordinatore – Sicurezza cibernetica

Lode per indagine conclusa con misura cautelare in carcere per violenza sessuale aggravata (Aosta, 15 aprile 2025)

Bruno Paravisi, Eros Sorace, Micol Jerusel

Ispettore, Assistente capo, Agente scelto – Questura di Aosta

Lode per attività investigativa conclusa con arresti domiciliari per tentato omicidio aggravato (Aosta, 15 ottobre 2024)

Raffaele Avallone, Luca Tomei, Federico De Marco

Ispettore, Vice sovrintendente, Vice ispettore – Questura/Polizia Stradale

Lode per indagine su reati predatori con deferimento di minori responsabili di tentate rapine e altri reati (Aosta, 14 ottobre 2024)

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