Una stretta annunciata, attesa e politicamente significativa, ma non ancora definitiva. Il decreto Bollette compie un passo deciso contro il telemarketing aggressivo nel settore dell’energia, introducendo limiti stringenti alle telefonate commerciali per luce e gas. Tuttavia, il percorso normativo non è ancora concluso: dopo l’approvazione alla Camera il 31 marzo 2026, il provvedimento è ora all’esame del Senato, dove approderà in Aula l’8 aprile. Solo con il via libera definitivo potrà entrare pienamente in vigore.
Il cuore della misura è contenuto in un emendamento dei relatori che modifica l’articolo 51 del Codice del consumo e introduce un principio netto: trascorsi sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge, sarà vietato effettuare sollecitazioni commerciali telefoniche – comprese quelle via messaggio – finalizzate alla vendita di contratti di energia elettrica e gas. Un cambio di paradigma che punta a mettere fine a un sistema spesso percepito come invasivo e opaco.
Le eccezioni previste sono limitate e ben circoscritte. Il contatto sarà consentito solo se avviato su richiesta esplicita del consumatore attraverso i canali ufficiali dell’azienda oppure nei confronti di clienti già attivi che abbiano espresso un consenso chiaro e documentabile a ricevere offerte commerciali. Non solo: l’onere della prova sarà a carico del professionista, che dovrà dimostrare la legittimità del contatto.
Ancora più incisiva è la previsione sulla validità dei contratti. Il testo stabilisce infatti che le chiamate dovranno provenire da numeri identificabili in modo univoco e riconducibili al soggetto che propone l’offerta. In caso contrario, o in assenza di consenso preventivo, i contratti conclusi saranno considerati nulli. Una norma che, se confermata, rischia di rivoluzionare le pratiche commerciali di molti operatori e di ridurre drasticamente il fenomeno delle attivazioni “a sorpresa”.
Il sistema dei controlli viene parallelamente rafforzato. I cittadini potranno segnalare le irregolarità al Garante per la protezione dei dati personali e all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. In presenza di violazioni accertate, potrà essere disposta la sospensione immediata delle linee telefoniche utilizzate per le chiamate illecite. Un meccanismo che punta a colpire non solo gli abusi, ma anche le infrastrutture che li rendono possibili.
Non mancano, però, le tensioni. Se da un lato le associazioni dei consumatori accolgono con favore la misura, considerandola un argine necessario contro pratiche scorrette, dall’altro il mondo delle telecomunicazioni esprime forti perplessità. L’associazione di settore Asstel ha parlato apertamente di una norma discriminatoria, sostenendo che penalizzerebbe gli operatori Tlc che operano anche nel mercato energetico, introducendo squilibri regolatori.
Il nodo ora è politico oltre che normativo. Il testo è entrato nel decreto, ma la partita non è chiusa. Il passaggio al Senato sarà decisivo per capire se la stretta verrà confermata senza modifiche o se subirà correzioni. Solo dopo l’approvazione definitiva scatterà il conto alla rovescia dei sessanta giorni previsto dalla norma.
Fino ad allora, lo stop alle telefonate commerciali per luce e gas resta una promessa concreta, ma non ancora realtà. E in un settore dove gli interessi economici sono enormi, nulla può essere dato per scontato.