ECONOMIA - 07 aprile 2026, 10:45

Inflazione in risalita a marzo 2026, pesa il rallentamento del calo energetico

Salgono i prezzi al consumo (+1,7% su base annua): determinante l’andamento dell’energia, mentre rallentano servizi e inflazione di fondo

L'aumento dei prezzi svuota il portafoglio

A marzo 2026, secondo le stime preliminari, l’inflazione registra una risalita (+1,7%, dal +1,5% di febbraio), dovuta soprattutto all’accelerazione dei prezzi nel settore energetico (-2,3% da -6,6%).

Nel mese di marzo 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua (da +1,5% nel mese precedente).

L’andamento dell’inflazione risente prevalentemente della netta risalita dei prezzi degli energetici – regolamentati (da -11,6% a -1,3%) e non (da -6,2% a -2,4%) – e dell’accelerazione di quelli degli alimentari non lavorati (da +3,7% a +4,4%). In rallentamento risultano invece i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,9% a +3,0%), dei servizi relativi ai trasporti (da +2,8% a +2,4%) e dei servizi relativi all’abitazione (da +4,5% a +4,2%).

Nel mese di marzo, l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, mostra un rallentamento (da +2,4% a +1,9%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,5% a +2,1%).

A marzo 2026, i prezzi dei beni registrano una sensibile accelerazione su base annua (da -0,1% a +0,7%), mentre i prezzi dei servizi diminuiscono il loro ritmo di crescita (da +3,6% a +2,8%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni diminuisce dunque, passando da +3,8 punti percentuali a +2,1 p.p.

Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, evidenzia una moderata accelerazione (da +2,0% a +2,2%).

La variazione congiunturale dell’indice generale risente principalmente dell’aumento dei prezzi degli energetici, regolamentati (+8,9%) e non (+4,6%), dei servizi relativi ai trasporti (+0,7%) e degli alimentari non lavorati (+0,4%). Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-1,2%).

In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a +1,6% su base mensile – per la fine dei saldi stagionali, di cui il NIC non tiene conto – e a +1,5% su base annua (stabile rispetto al mese precedente).

je.fe.