ATTUALITÀ - 07 aprile 2026, 23:47

Velina rossonera e arcobaleno - Del commerciante

Cronache semiserie da Palazzo regionale e non solo: indiscrezioni, frecciate e silenzi dal teatrino politico valdostano.

C’è chi presenta interrogazioni e chi, più ambiziosamente, prova direttamente a salvare il commercio valdostano… in aula, a colpi di dichiarazioni. Spoiler: per ora, l’unica cosa che si è aperta è un tavolo. E nemmeno apparecchiato.

Nell’ultima puntata del grande romanzo della “desertificazione commerciale”, il copione è ormai rodato: numeri drammatici (102 attività sparite, sipario), tono grave, e poi la domanda che aleggia come un mantra: “Regione, pensaci tu”. Che è un po’ come chiedere alla neve di smettere di cadere con una delibera di Giunta.

Dal lato della maggioranza, la risposta è un piccolo capolavoro di realismo amministrativo: niente miracoli, niente bacchette magiche, ma una “cabina di regia”. Che, detta così, sembra quasi che il commercio valdostano debba girare un film. Titolo provvisorio: Aspettando la soluzione.

La cabina arriverà, forse il 10 aprile, poi si convocheranno le persone, poi si discuterà, poi si analizzerà, poi si valuterà. Insomma: calma, ché la desertificazione può attendere… almeno il tempo di trovare una data che vada bene a tutti.

E qui arriva il punto più gustoso: da una parte si chiede l’urgenza, il “subito”, il “breve periodo”; dall’altra si invoca il confronto, l’analisi, il processo condiviso. Traduzione: tutti vogliono fare qualcosa, purché non sia troppo concreto nell’immediato.

Nel mezzo, come un tormentone che non passa mai di moda, tornano i Distretti del commercio: soluzione a costo zero (che già fa sognare), già applicata altrove (che fa sempre curriculum), ma qui guardata con la diffidenza riservata alle mode forestiere. Un po’ come l’ananas sulla pizza: c’è chi giura che funzioni, ma da queste parti meglio non rischiare.

La verità, quella detta sottovoce ma nemmeno troppo, è arrivata proprio dall’assessore: se la soluzione fosse semplice, qualcuno l’avrebbe già trovata. Tradotto in politichese: il problema è grosso, strutturale, e non si risolve con un’interrogazione né con una delibera.

Ma allora perché ogni volta si recita lo stesso copione? Perché fa scena. Perché dà l’illusione che basti “volerlo” per cambiare le cose. Perché, in fondo, è più facile chiedere alla Regione di salvare i negozi che spiegare perché chiudono.

Intanto, mentre la politica discute di tavoli, cabine e regie, le serrande continuano a scendere. Senza bisogno di convocazione.