FEDE E RELIGIONI - 05 aprile 2026, 08:00

VANGELO DI PASQUA DI RISURREZIONE: Dio aggredisce il peccato con l’amore e lo vince

Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santità per la Città del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro

Il fulcro del messaggio risiede nella vittoria di Cristo, il quale risponde all’aggressività del peccato con la potenza invincibile dell’amore misericordioso. Attraverso la risurrezione, Gesù trasforma la croce in un nuovo inizio, offrendo ai credenti la possibilità di rinascere mediante una nuova umanità fondata sulla fede. Il testo invita infine i fedeli a rinnovare il proprio impegno battesimale, accogliendo la luce divina per superare l’egoismo e camminare verso la vera libertà.

Sia lodato Gesù Cristo. È la domenica di Pasqua, la domenica della grande vittoria. Iniziamo con una domanda: perché abbiamo vegliato e pregato nella notte di Pasqua?

Abbiamo vegliato nella notte per ricordarci che il popolo credente vive immerso in una società che assomiglia ad una notte buia, una notte senza stelle. Provate a pensare: noi tra poco ci scambieremo il segno di pace, ma altrove, in questo momento, si combatte con odio feroce seguendo la sola legge della vendetta. Questa è notte, è buio, dove c’è la guerra.

Altrove, in questo momento, ci si affanna per accumulare denaro, rapinando in tante maniere per avere sempre di più. È notte, è buio, è egoismo cieco. Altrove, la notte di Pasqua — come in ogni notte — c’è gente che corre freneticamente alla ricerca di divertimenti che sono solo stordimenti, lasciando abbandonati gli anziani, gli ammalati e tutti coloro che aspettano il conforto di una carezza e di una servizievole compassione. Questo è buio, questa è notte.

Altrove c’è prostituzione per le strade, che sono diventate un postribolo all’aperto: è il suicidio dell’amore, è il suicidio della dignità della donna e dell’uomo, perché è il suicidio della famiglia. Questo è buio, questa è notte. Altrove, anche nella notte di Pasqua, si uccidono i bambini nel grembo della mamma che non è più mamma; e così la culla, la culla della vita, diventa tomba della vita. Questo è buio, questa è notte.

Per questo abbiamo pregato e abbiamo vegliato nel cuore della notte: per non dimenticare, per non perdere la capacità di riconoscere il buio. Ma la notte di Pasqua abbiamo acceso un grande fuoco: è l’immagine di Dio, fuoco di amore, fuoco di tenerezza, fuoco di compassione, fuoco di misericordia che non si spegne e nessuno potrà mai spegnere.

E nella notte di Pasqua abbiamo fatto memoria della tenace fatica di Dio per condurre l’umanità nella città della luce. È una fatica che continua, la sentiamo, la avvertiamo, la ricordiamo. Infatti, nel buio della storia, a un certo punto Dio bussa alla porta del cuore di un uomo onesto: Dio chiama Abramo e gli confida il suo sogno di creare una nuova umanità. E Abramo è capace di sognare con Dio per fede, per pura fede. Beato te, Abramo!

Dalla discendenza di Abramo nasce un piccolo popolo che però finisce schiavo in Egitto; e la storia umana è storia di continua schiavitù. E Dio manda Mosè a liberare il popolo e a guidarlo nella terra della libertà con il dono della legge della libertà, che sono i comandamenti di Dio. Ma, ahimè, il popolo non capisce il valore e la bellezza dei comandamenti, che sono dieci regole di autentica libertà; e così perde la libertà e viene condotto schiavo a Babilonia, dove sperimenta che senza Dio siamo come foglie secche sbattute dal vento. E oggi quante foglie secche si vedono in giro! Aprite gli occhi.

Ma il fuoco dell’amore non si spegne e Dio, attraverso il profeta Ezechiele, promette al popolo una nuova patria attraverso un cuore nuovo: un cuore non di dura pietra egoista, ma di vera carne palpitante di amore. È la promessa di una nuova umanità. Questa promessa è la gioia del popolo credente e stiamo camminando in questa direzione.

Ma come si compirà questa promessa? Cosa farà Dio? Cosa brucia nel suo cuore? Dove approda l’infinita fantasia dell’amore di Dio? Egli ha mandato il suo Figlio. In questa storia tenebrosa è entrata la luce; in questa storia egoista è entrato l’amore; in questa storia violenta è entrato il Mite; in questa storia orgogliosa è entrato l’Umile; in questa storia senza Dio, Dio ha cercato ospitalità e noi l’abbiamo crocifisso.

La croce di Gesù grida il nostro peccato, lo svela, ce lo mette davanti clamorosamente, ce lo rivela in tutta la sua tenebrosa potenza di aggredire anche Dio. Ma Dio è Dio, e la croce diventa il punto in cui l’infinito amore entra nella storia umana e così decide la salvezza. Il peccato aggredisce Dio, ma Dio aggredisce il peccato con l’amore e lo vince.

E il corpo crocifisso di Gesù risorge e diventa l’inizio della nuova umanità. Noi con il battesimo siamo stati saldati, immersi nell’atto di amore del Crocifisso; e quell’amore è l’inizio in noi della vita che risorge e che un giorno splenderà pienamente in Cristo Risorto.

La vita, infatti, cambia quando ci si incontra con Cristo e ci si apre alla sua potenza di amore: i santi ne sono la prova meravigliosa. Noi oggi rinnoviamo il nostro “sì” a Gesù, che è qui in mezzo a noi. Il Risorto è qui! Diciamo il nostro “sì” a Gesù che è il senso della vita, a Gesù che è la luce del cammino, a Gesù che è il fuoco che riscalda, a Gesù che è l’approdo del viaggio.

È il primogenito della nuova città nella quale tutti vogliamo abitare, nella gioia dei figli di Dio liberati da ogni cattiveria e quindi veramente liberi e felici. A Gesù oggi apriamo la porta del cuore, perché la freschezza del battesimo si ravvivi dentro di noi.

Questa è la Pasqua: un nuovo inizio, un nuovo “sì”, un nuovo passo del cammino della nostra conversione. La Pasqua è un’immersione della grande vittoria che già sentiamo e percepiamo, adesso soltanto quasi in lontananza. Abbiamo la certezza che la vittoria del giorno di Pasqua alla fine diventerà definitiva. Noi oggi vogliamo fare un passo deciso in quella direzione.

Buona Pasqua! Sia lodato Gesù Cristo.cifissione. Di conseguenza, ricorda la vittoria della risurrezione che sboccia dal gesto di amore della croce. Non dimentichiamolo: la risurrezione è conseguenza del gesto di amore della croce. Potessimo capirlo!,

Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri