Pasqua è arrivata anche in Valle d’Aosta. E, come da tradizione, più che la resurrezione si attende il miracolo: quello di vedere qualche decisione politica chiara, lineare e – perché no – anche coraggiosa. Ma niente paura, per ora ci accontentiamo delle uova. Meglio se di cioccolato, perché dentro quelle della politica locale spesso trovi solo aria… e qualche sorpresa decisamente indigesta.
Partiamo dal grande classico: gli auguri istituzionali. In questi giorni si è assistito a un’esplosione di messaggi pasquali che definire “fotocopia” sarebbe quasi offensivo per le fotocopie. Frasi tipo “tempo di rinascita”, “occasione di riflessione”, “valori condivisi”: un bingo lessicale che ormai potrebbe essere automatizzato da un algoritmo. Con l’unica differenza che l’algoritmo, almeno, non pretende consenso. Tutto questo per non parlare degli auguri "inoltrato più volte", vale a dire ricevuti e girati con un assegno scaduto.
Nel frattempo, nei corridoi del Palazzo regionale, c’è chi cerca l’uovo… e chi invece teme di finirci dentro. Le sorprese, si sa, non sempre sono gradite: soprattutto quando hanno la forma di candidature improvvise, riposizionamenti acrobatici o ritorni di fiamma che neanche una soap opera sudamericana.
Capitolo case: mentre qualcuno brinda ai mutui agevolati come se fossero la soluzione di tutti i mali, fuori dalla bolla c’è chi la casa continua a non vederla nemmeno col binocolo. Ma tranquilli: l’importante è aver abbassato il tasso… di pazienza dei cittadini. Per il resto, si naviga a vista. Anzi, a debito.
Nel grande presepe (fuori stagione) della politica valdostana, non mancano poi i soliti figuranti: gli entusiasti a comando, gli indignati a intermittenza e i desaparecidos istituzionali, che riappaiono solo quando c’è da tagliare un nastro o posare per una foto. Più che rappresentanti, comparse con agenda selettiva.
E poi ci sono loro, le “sentinelle del tombino”, sempre pronte a captare umori, malumori e soprattutto rumorini sospetti. Dicono che sotto la superficie qualcosa si muova. Non si sa bene cosa, ma si muove. E in Valle, quando qualcosa si muove troppo, o è una frana… o è campagna elettorale.
Intanto, tra un brindisi e una colomba, c’è chi prova a tenere insieme i cocci di una maggioranza che somiglia sempre più a un uovo incrinato: apparentemente intero, ma pronto a rompersi al primo colpo di cucchiaino.
Buona Pasqua, Valle d’Aosta. Che sia davvero tempo di rinascita. Magari, stavolta, anche politica.