In Valle d’Aosta la riforma dell’assistenza territoriale sembra fare qualche passo avanti, ma i numeri nazionali ricordano che la strada è lunga e irta di ostacoli. Sul fronte delle Case della Comunità, la Regione vanta quattro strutture programmate, tutte con almeno un servizio attivo, un risultato notevole rispetto alla media italiana del 45,5%. I cittadini valdostani sembrano anche più fiduciosi nell’uso del Fascicolo Sanitario Elettronico: il 75% ha dato il consenso alla consultazione dei propri dati, mentre la media nazionale si ferma al 44%.
Tuttavia, la riforma è ancora incompleta: gli Ospedali di Comunità, due in Valle d’Aosta, non hanno attivato alcun servizio, rispecchiando le difficoltà che il resto d’Italia conosce fin troppo bene. A livello nazionale, su 1.715 Case della Comunità programmate, solo 66 risultano pienamente funzionanti, e degli 594 Ospedali di Comunità previsti, nessuno ha tutti i servizi attivi.
Il Fascicolo Sanitario Elettronico, pilastro digitale del PNRR, resta un cantiere aperto: nessuna regione ha ancora implementato tutte le 20 tipologie di documenti previsti dal DM 7 settembre 2023, e il consenso alla consultazione varia drasticamente, dal 2% di Abruzzo e Campania fino al 92% dell’Emilia-Romagna. Il Mezzogiorno paga un prezzo alto, tra scarsa alfabetizzazione digitale, poca fiducia e limitata percezione dei benefici del FSE.
Secondo Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, «la lentezza nell’attivazione di Case e Ospedali di Comunità e la carenza di personale medico e infermieristico rischiano di compromettere i target del PNRR e di lasciare ai cittadini scatole vuote, senza benefici reali».
Il volo d’uccello sull’Italia mostra forti diseguaglianze territoriali: alcune regioni, come Lombardia ed Emilia-Romagna, concentrano gran parte delle CdC pienamente operative, mentre Basilicata, Marche, Provincia autonoma di Bolzano e persino Valle d’Aosta restano indietro sugli Ospedali di Comunità. La digitalizzazione appare frammentata, con un rischio concreto di penalizzare chi vive nei territori meno strutturati.
In sintesi, la Valle d’Aosta guida nella media nazionale su alcuni indicatori chiave, ma la fotografia complessiva del Paese evidenzia ritardi strutturali, disparità regionali e rischi concreti per la rendicontazione del PNRR. La sfida rimane quella di trasformare le strutture in strumenti reali di assistenza territoriale e di garantire che i cittadini vedano risultati tangibili, evitando che le risorse europee diventino, come spesso temuto, solo scatole vuote.