C’è un momento, in montagna, in cui il silenzio viene rotto all’improvviso. Non dal vento, né dal passaggio di un animale, ma dal crepitio secco delle fiamme che si arrampicano tra le chiome degli alberi. È quanto sta accadendo da questa mattina nella zona di Vercorere, nel territorio comunale di Verrayes, dove è in corso un incendio boschivo che ha richiesto un’immediata e massiccia mobilitazione di uomini e mezzi.
Il rogo, classificato come incendio di chioma — quindi particolarmente insidioso perché si sviluppa nella parte alta della vegetazione — ha visto l’intervento del Nucleo Antincendio Boschivo del Corpo Forestale della Valle d’Aosta, affiancato dai Vigili del Fuoco professionisti e da numerose squadre volontarie provenienti da Nus, Verrayes, Chambave e Saint-Denis.
A rendere ancora più evidente la complessità dell’intervento è il dispiegamento di mezzi aerei: sono tre gli elicotteri attualmente impegnati nelle operazioni di spegnimento, con continui lanci d’acqua per contenere l’avanzata delle fiamme in un’area resa vulnerabile dalla vegetazione secca e dalle condizioni climatiche.
Al momento, la notizia più rassicurante è che non risultano persone coinvolte. Ma la preoccupazione resta alta, soprattutto per la rapidità con cui questo tipo di incendio può propagarsi, sospinto dal vento e alimentato dalla resina degli alberi.
Le operazioni proseguono senza sosta, coordinate in sinergia tra le diverse forze in campo, con l’obiettivo di circoscrivere il fronte del fuoco ed evitare che possa estendersi verso altre porzioni di bosco o avvicinarsi a zone abitate.
Resta ora da chiarire l’origine dell’innesco. Le cause dell’incendio saranno infatti oggetto di accertamenti da parte delle autorità competenti. In contesti come questi, infatti, il confine tra evento accidentale e responsabilità umana è spesso sottile, ma decisivo.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione un tema sempre più attuale anche in Valle d’Aosta: la fragilità del patrimonio boschivo di fronte a periodi prolungati di siccità e temperature anomale. Un equilibrio delicato, che basta poco a spezzare.
E mentre sopra Vercorere continuano a volare gli elicotteri e a terra uomini e donne lavorano senza sosta, la montagna — ancora una volta — ricorda quanto sia preziosa e quanto, allo stesso tempo, vulnerabile.