Per tutti, ad Aosta, era semplicemente “il tipografo”. Leandro Enrico si è spento a 73 anni, lasciando dietro di sé un’eredità fatta di carta, inchiostro e passione. Piemontese di Romano Canavese, aveva iniziato la sua carriera a La Stampa di Torino, dove imparò i segreti della composizione e della trasmissione delle pagine giornalistiche. Nel 1981 si trasferì ad Aosta con l’espansione delle redazioni regionali, contribuendo a rendere concrete le notizie locali fino al 1989.
Da quel momento, la sua vita si intrecciò indissolubilmente con le tipografie valdostane. Prima all’Imprimerie Valdôtaine, poi come responsabile della Tipografia Duc, che guidò insieme alla moglie Antonella e che oggi prosegue grazie ai figli Michela e Andrea. Sotto la sua guida, la Duc ha conosciuto una stagione di crescita e riconoscimenti, tra cui il prestigioso Prix Willien, confermando la qualità e la visione imprenditoriale di Enrico.
Ironico, curioso e sempre aperto alle innovazioni, Leandro univa al rigore tecnico una visione artistica, credendo nel valore della collaborazione e nel rispetto del lavoro umano. Chi lo conosceva sa che ogni foglio stampato era per lui un piccolo capolavoro, frutto di cura, precisione e passione. La sua epigrafe, sobria e perfetta, lo ricorda con una sola parola: “Tipografo”.
I funerali saranno celebrati a Romano Canavese, nella chiesa dei Santi Pietro e Solutore, venerdì 3 aprile alle ore 15. Aosta ospiterà un rosario giovedì 2 aprile alle 17 nella chiesa di Santo Stefano. Per chi desidera partecipare al trasporto verso Romano Canavese, è previsto un bus con partenza da Aosta; prenotazioni entro le 17 di giovedì 2 aprile al numero 3498475888.
Con la scomparsa di Enrico, la Valle d’Aosta perde non solo un grande professionista, ma anche un testimone della memoria editoriale e culturale della regione, capace di trasformare ogni pagina in una storia da custodire.