CRONACA - 30 marzo 2026, 12:00

Il soccorso alpino della Guardia di Finanza: 50 anni nella Granda al servizio della montagna

Mezzo secolo di impegno, professionalità e spirito di squadra: a Cuneo celebrato il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, presidio fondamentale per la sicurezza in montagna e modello di collaborazione tra istituzioni, con un ruolo centrale anche in Valle d’Aosta

Foto repertorio

C’è un filo silenzioso ma resistente che lega uomini, montagne e senso del dovere. È quello che da oltre cinquant’anni unisce il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza al territorio della “Granda”, dove professionalità, competenza e altruismo si traducono ogni giorno in interventi concreti, spesso decisivi per salvare vite umane.

Presso la caserma “Cesare Battisti” di Cuneo, questo legame è stato celebrato con una cerimonia sobria ma carica di significato. Un momento partecipato, che ha riunito finanzieri in servizio e in congedo, familiari e rappresentanti delle istituzioni, nel segno della memoria e della continuità. La messa officiata dal Cappellano militare Don Antonio Zimbone e la deposizione della corona d’alloro in onore dei caduti hanno restituito il senso più profondo di un impegno che va ben oltre il servizio.

Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza nasce ufficialmente nel 1965 a Predazzo e approda in provincia di Cuneo dieci anni più tardi, con le stazioni di Limone Piemonte e Vinadio. Da allora, l’evoluzione è stata costante: nel 2004 il trasferimento a Cuneo, scelta dettata dall’ampiezza del territorio operativo e dalla crescente complessità degli interventi.

Oggi il S.A.G.F. rappresenta una delle eccellenze italiane nel soccorso in ambiente impervio e nella polizia di montagna. Non si tratta soltanto di interventi di emergenza: il Corpo opera con competenze che spaziano dalla polizia giudiziaria alla protezione civile, fino alla tutela ambientale. Un presidio che vive e lavora tra neve, roccia e boschi, spesso in condizioni estreme, dove la preparazione tecnica deve andare di pari passo con sangue freddo e spirito di sacrificio.

Dietro ogni intervento c’è una squadra altamente specializzata: tecnici di soccorso alpino, operatori di elisoccorso, unità cinofile addestrate per la ricerca su diversi scenari, fino ai nuovi Tecnici di Ricerca, figure strategiche nella gestione delle operazioni per persone disperse. A questo si aggiunge un utilizzo sempre più evoluto della tecnologia, con droni dotati di termocamere e sistemi avanzati per la localizzazione dei cellulari.

Ma ciò che colpisce davvero è il modello organizzativo: un sistema basato sulla collaborazione. Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza opera infatti in stretta sinergia con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, i Vigili del Fuoco, il sistema sanitario di emergenza 118 e la Protezione Civile. Non una semplice cooperazione formale, ma un lavoro quotidiano condiviso, costruito su fiducia reciproca e obiettivi comuni.

Ed è proprio parlando di collaborazione che emerge con forza anche l’esperienza della Valle d’Aosta, dove il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza – S.A.G.F. è parte integrante del sistema regionale di soccorso. In un territorio ad altissima vocazione alpina, il contributo dei finanzieri specializzati si inserisce pienamente nell’organizzazione del Soccorso Alpino Valdostano, rappresentando un esempio concreto e virtuoso di integrazione tra componente civile e militare. Qui, più che altrove, la sinergia non è solo un protocollo, ma una pratica quotidiana: interventi congiunti, condivisione delle competenze e coordinamento operativo rendono il sistema valdostano uno dei più efficienti e riconosciuti a livello nazionale.

È una collaborazione che valorizza le specificità di ciascun attore, ma che soprattutto rafforza la capacità complessiva di risposta alle emergenze, in un ambiente dove ogni minuto può essere decisivo. La presenza del S.A.G.F. in Valle d’Aosta non è dunque solo un presidio operativo, ma un tassello fondamentale di un modello che mette al centro la sicurezza della persona e la conoscenza profonda del territorio.

Con 29 stazioni operative in tutta Italia – che diventeranno presto 31 con le aperture previste a Bergamo e Vicenza – il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza si conferma una risorsa strategica per il Paese. Un punto di riferimento per chi vive la montagna, ma anche per chi la frequenta occasionalmente, spesso senza conoscerne i rischi.

Cinquant’anni dopo, la “Granda” racconta una storia fatta di uomini prima ancora che di numeri: professionisti preparati, certo, ma soprattutto persone capaci di mettere il proprio tempo, la propria esperienza e, a volte, la propria vita al servizio degli altri. Ed è forse proprio questo il tratto distintivo più forte: un altruismo concreto, silenzioso, che non cerca riflettori ma che, ogni giorno, fa la differenza.

pi.mi.