ECONOMIA - 29 marzo 2026, 18:21

Mutui prima casa, la Regione aggiorna le regole: più accesso, più flessibilità, ma la sfida resta

La Giunta regionale rivede in profondità il sistema dei mutui agevolati per la prima casa. Più opportunità per giovani, famiglie e valdostani all’estero, ma resta aperta la questione dell’accessibilità reale in un mercato immobiliare sempre più complesso

Marco Linty, presidente Finaosta

In Valle d’Aosta, parlare di casa significa parlare di futuro. E quando le istituzioni mettono mano a uno degli strumenti più concreti per costruirlo, la questione diventa inevitabilmente politica, sociale ed economica insieme.

La Giunta regionale, nella seduta di venerdì 27 marzo, ha avviato un aggiornamento significativo delle disposizioni applicative per la concessione dei mutui a tasso agevolato destinati alla prima abitazione, nell’ambito della legge regionale sulle politiche abitative. Un intervento che non si limita a qualche ritocco tecnico, ma che punta a riscrivere in modo organico le regole di accesso a uno degli strumenti più utilizzati dai valdostani.

Il cuore del provvedimento resta il sistema dei mutui gestiti attraverso il fondo di rotazione presso Finaosta, destinati all’acquisto, alla costruzione e al recupero degli immobili. Ma l’obiettivo dichiarato è chiaro: adattare la normativa a un contesto che, negli ultimi anni, è profondamente cambiato.

Con questo intervento, come si legge in una nota si aggiornano in modo concreto uno strumento centrale delle Politiche abitative regionali, rendendolo più aderente ai bisogni reali delle famiglie valdostane e più capace di rispondere ai cambiamenti sociali ed economici degli ultimi anni». E aggiunge: «è un passo importante perché amplia le opportunità di accesso al mutuo regionale […] con un occhio di riguardo per i nostri giovani.

Le novità sono numerose e toccano diversi aspetti. Viene ridefinito l’intero percorso di accesso al mutuo, dai requisiti ai limiti economici, fino alle modalità di presentazione delle domande e ai criteri di istruttoria. Un tentativo evidente di rendere il sistema più chiaro e, nelle intenzioni, più efficiente.

Tra i punti più rilevanti c’è l’estensione del perimetro di applicazione. «Tra le principali novità […] vi è la modifica che amplia il perimetro territoriale […] e consente di estendere l’opportunità anche al comparto agricolo», sottolinea ancora Baccega, aprendo così a una platea finora esclusa ma centrale per l’economia valdostana.

Non meno significativa è l’apertura ai valdostani all’estero. «Un ulteriore elemento di novità riguarda l’estensione esplicita dell’accesso ai mutui ai cittadini iscritti all’AIRE», una misura che guarda al rientro, ma anche al recupero del patrimonio immobiliare esistente, in un territorio dove le seconde case e gli immobili inutilizzati rappresentano un nodo strutturale.

C’è poi un’attenzione particolare alle fragilità sociali, a partire dalle situazioni familiari complesse. La nuova disciplina introduce infatti una deroga per i soggetti separati legalmente, consentendo loro di accedere nuovamente al mutuo anche se ne hanno già beneficiato in passato, a determinate condizioni. Un segnale di maggiore sensibilità verso dinamiche sempre più diffuse.

Sul piano economico, restano confermati i limiti massimi di finanziamento – 180.000 euro, elevabili a 200.000 per immobili ad alta efficienza energetica – ma viene introdotta la possibilità di aggiungere 4.000 euro forfettari per le spese accessorie. Un dettaglio tutt’altro che marginale, considerando il peso crescente dei costi notarili e burocratici.

Importante anche il capitolo sui tassi. La nuova struttura introduce condizioni particolarmente favorevoli per i nuclei più fragili: tasso allo 0,5% per chi ha un ISEE fino a 20.000 euro con figli minori, ma anche per i giovani sotto i 35 anni. Una scelta che prova a intercettare una delle criticità più evidenti: la difficoltà delle nuove generazioni ad accedere alla proprietà immobiliare.

La durata dei mutui potrà arrivare fino a trent’anni, mentre sul fronte amministrativo si punta a ridurre i tempi di istruttoria, spesso oggetto di critiche. L’obiettivo è rendere il sistema più rapido ed efficiente, accorciando i passaggi tra struttura regionale e Finaosta.

Il provvedimento, ora, dovrà passare al vaglio della Commissione consiliare competente prima di tornare in Giunta per l’approvazione definitiva. L’entrata in vigore è prevista per il 1° maggio 2026.

Resta però una domanda di fondo, che nessuna delibera può risolvere da sola: basteranno queste misure a rendere davvero accessibile la casa in Valle d’Aosta? In un mercato segnato da prezzi elevati, scarsità di offerta e forte pressione turistica, il rischio è che anche strumenti più flessibili fatichino a incidere fino in fondo.

La sensazione è che questo intervento rappresenti un passo nella direzione giusta. Ma, come spesso accade, sarà la realtà – fatta di domande, graduatorie e compravendite – a dire se si tratta di una svolta o solo di un aggiustamento ben costruito.

je.fe.