ATTUALITÀ - 26 marzo 2026, 08:17

Velina Rossonera e Arcobaleno - Addio alla ricca con tacchi da 12 centimetri

Cronache semiserie da Palazzo e dintorni

Sipario. Tacchi giù. Anzi no: tacchi sempre su, ma fuori scena.

Se ne va così, tra un’inchiesta e una frase destinata ai posteri, la ricca Daniela Santanchè,  pezzo grosso di FRatelli d'Italia, ministra che ha trasformato l’Aula in una passerella e la politica in una questione di centimetri — non di statura istituzionale, purtroppo.

“Mi invidiate perché sono ricca e porto tacchi da 12 centimetri.”
Una frase che, più che respingere una mozione di sfiducia, ha centrato un altro bersaglio: il senso del limite. Mancato.

Perché vedi, cara ex ministra, qui nessuno misura la credibilità in base all’altezza del tacco o al saldo del conto corrente, anche sei indagata per questioni di bilanci. La politica — quella vera — non è un red carpet, non è un reality e nemmeno un profilo Instagram con filtro lusso attivo.

È fatica, responsabilità, trasparenza. Parole poco glamour, certo. Ma decisamente più solide di qualsiasi plateau.

Il problema non è essere ricchi. Non è nemmeno vestirsi bene o svettare sopra gli altri — letteralmente. Il problema è pensare che basti quello. Che basti un’alzata di sopracciglio (e di tacco) per archiviare dubbi, polemiche, inchieste.

Spoiler: non basta.

E così, tra applausi forzati e imbarazzi reali, cala il sipario su una stagione in cui il turismo istituzionale ha rischiato di diventare turismo giudiziario.

Restano le domande. E una certezza: la credibilità non si compra, non si indossa e soprattutto non si misura in centimetri.

Al massimo, si perde. Anche senza scendere dai tacchi. 

Le Sentinelle del Tombino osservano. E, stavolta, senza bisogno di alzare lo sguardo.

Le Cagnard Déchainé