ATTUALITÀ - 23 marzo 2026, 13:39

Giornata del donatore dell'Avis, il cuore solidale di Châtillon batte forte

Tra partecipazione, riconoscimenti e testimonianze concrete, la comunità si stringe attorno al valore del dono. Presenti tutti i sindaci, nel segno di un volontariato che resta esempio vivo e necessario

C’è qualcosa di profondamente autentico nelle giornate come quella vissuta ieri a Châtillon. Non è solo una celebrazione, ma il racconto concreto di una comunità che si ritrova attorno a un valore semplice e potente: donare.

La “Giornata del donatore” territoriale ha visto una partecipazione numerosa e sentita, a partire dalla Santa Messa delle 10.30, momento raccolto e significativo che ha dato il via a una mattinata carica di emozione. A seguire, in Piazza Donatori del Sangue, si è svolta la cerimonia di premiazione, alla presenza di tutti i sindaci della comunità. Una presenza non formale, ma carica di significato: il riconoscimento istituzionale di un impegno che nasce dal basso, ma che tiene in piedi, ogni giorno, il tessuto sociale.

I volti, gli applausi, le strette di mano: tutto raccontava una storia fatta di generosità silenziosa. Una storia che ha trovato il suo simbolo nel pluridonatore Perraillon Piero Enrico, festeggiato per aver raggiunto il traguardo straordinario delle 150 donazioni. Un numero che da solo dice molto, ma che non basta a descrivere il valore umano di un gesto ripetuto nel tempo, con costanza e senso del dovere verso gli altri.

La giornata si è poi conclusa in località Perolle, ancora a Châtillon, con un pranzo conviviale che ha unito volontari, amministratori e cittadini in un clima di condivisione sincera. Perché il volontariato è anche questo: relazione, comunità, appartenenza.

Un plauso particolare va al presidente Vancheri Angelo e a tutto lo staff del direttivo della comunale di Châtillon, capaci di tenere viva una realtà che non è mai scontata. Anzi, oggi più che mai ha bisogno di energie nuove, di giovani pronti a raccogliere il testimone e a continuare una tradizione che fa onore alla Valle d’Aosta e rappresenta un esempio a livello nazionale.

E proprio qui sta il punto. Il volontariato non è un capitolo accessorio della vita pubblica: è una colonna portante. È ciò che tiene insieme le comunità quando le istituzioni non bastano, è ciò che trasforma i cittadini in protagonisti attivi, è ciò che dà senso concreto alla parola solidarietà.

Che questa giornata non resti solo una bella celebrazione. Che sia, piuttosto, un promemoria. Anche per chi amministra: il volontariato non va solo ringraziato, ma sostenuto, valorizzato e ascoltato. Perché lì, spesso, batte il cuore più autentico della nostra società.

pi.mi. -rp- ph. rp