Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto legge.
“L’Italia avrà il diesel e la benzina meno cari di Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna”. Si tratta di un aiuto definito “sostanzioso”, seppur vincolato alla volatilità del mercato. La strategia italiana si muove infatti in un delicato equilibrio temporale: “Bisognerà verificare cosa succede nelle prossime settimane”, ha avvertito il ministro Salvini, ricordando che il Consiglio europeo previsto per domani potrebbe adottare ulteriori decisioni a livello comunitario.
Un taglio a tempo
Emergono i dettagli temporali e strutturali del decreto carburanti approvato dal Consiglio dei ministri. Secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, il taglio delle accise avrà una durata iniziale di 20 giorni. Una scelta di brevissimo termine che permetterà al Governo di valutare l’andamento dei mercati e le prossime mosse in sede europea.
La novità politica più rilevante riguarda la platea dei beneficiari. La norma approvata “assorbe” e sostituisce l’ipotesi di un rafforzamento della Social Card: mentre quest’ultima avrebbe riguardato esclusivamente le fasce di reddito più basse, il taglio delle accise sarà universale, garantendo una riduzione del prezzo alla pompa per tutti i cittadini e le imprese, senza distinzioni di ISEE.
Il cuore del provvedimento risiede nel tentativo di blindare il calo dei prezzi attraverso uno speciale regime di controllo anti-speculazione, che resterà in vigore per i prossimi due mesi. In questa cornice, il Garante per la sorveglianza dei prezzi agirà come un vero e proprio osservatore speciale, segnalando ogni anomalia o incremento ingiustificato alla Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle avranno il compito di ispezionare la documentazione contabile lungo l’intera filiera, risalendo dai costi giornalieri alla pompa fino alle quotazioni internazionali del greggio, per verificare che il taglio fiscale non venga assorbito da rincari arbitrari.
Sul fronte del sostegno ai settori produttivi e alle famiglie, il decreto introduce un credito d’imposta del 28% riservato agli autotrasportatori che utilizzano veicoli Euro 5 o superiori, una misura pensata per calmierare i costi della logistica e della distribuzione delle merci. Contemporaneamente, l’esecutivo ha scelto di potenziare la Social Card con uno stanziamento di 130 milioni di euro per il 2026. La carta acquisti, finora destinata prevalentemente ai beni alimentari, potrà essere utilizzata anche per il rifornimento di carburante, integrando così gli aiuti per le fasce di popolazione più esposte all’inflazione energetica.
L’operazione punta a stabilizzare il mercato nazionale in attesa delle prossime mosse dell’Unione europea, cercando di posizionare l’Italia tra i Paesi con i prezzi al consumo più competitivi del continente.