Consiglio Valle Comuni - 16 marzo 2026, 20:31

Stella di Pila, polemica istituzionale a Gressan: la minoranza diserta la visita e accusa Comune e società degli impianti

Il gruppo consiliare Engagement Cultura di montagna critica duramente l’invito tardivo alla visita della “Stella di Pila” e denuncia il mancato coinvolgimento del Consiglio comunale durante l’inaugurazione ufficiale. Nel mirino la gestione dell’evento da parte della Pila Spa e della Giunta municipale

C’è un aspetto che colpisce più di tutti nella polemica nata attorno alla “Stella di Pila”: la sensazione, sempre più diffusa nella politica locale, che le grandi operazioni di immagine vengano gestite da società partecipate e amministrazioni comunali come eventi di rappresentanza selettiva, nei quali il Consiglio comunale — cioè l’organo che rappresenta l’intera comunità — diventa improvvisamente marginale. Ed è proprio su questo terreno che si consuma lo scontro istituzionale tra la Giunta di Gressan, la Pila Spa e il gruppo di minoranza Engagement.

Con una lettera indirizzata al sindaco e al presidente della società degli impianti, i consiglieri di opposizione del gruppo Engagement Cultura di montagna - Capogruppo Elisabetta Dugros, Jeanette Nieroz e Rocco Schiavone - hanno annunciato la loro decisione di non partecipare alla visita organizzata lunedì 16 marzo alla nuova installazione panoramica.

Il nodo, spiegano, non riguarda una semplice visita o un momento conviviale. «Riteniamo infatti che la questione non riguardi semplicemente la partecipazione a una visita o a un momento conviviale, ma tocchi un tema più ampio che attiene al rispetto delle istituzioni e, in particolare, del ruolo del Consiglio comunale di Gressan.»

Dietro quella che potrebbe sembrare una polemica formale si intravede in realtà una questione politica ben più sostanziale: chi rappresenta davvero la comunità quando si celebrano opere pubbliche o interventi realizzati sul territorio.

La minoranza ricorda infatti che l’inaugurazione della “Stella di Pila” è già avvenuta nelle settimane scorse con un evento ufficiale molto partecipato. «L’inaugurazione dell’opera è già stata celebrata nelle scorse settimane con un evento ufficiale organizzato con tutti i crismi: presenza di autorità, ospiti, stampa e un ricevimento istituzionale.»

Un evento mediatico e istituzionale che, paradossalmente, secondo Engagement avrebbe dimenticato proprio l’assemblea che rappresenta l’intera comunità di Gressan. «In quella circostanza, tuttavia, il Consiglio comunale di Gressan, cioè l’organo democratico che rappresenta l'intera nostra comunità e che negli anni ha adottato gli atti e le autorizzazioni che hanno reso possibile la realizzazione di opere sul territorio, non è stato ritenuto opportuno coinvolgerlo.»

Il passaggio è politicamente pesante perché mette in discussione il metodo con cui l’amministrazione comunale gestisce i rapporti istituzionali. Secondo la minoranza, alla cerimonia inaugurale sarebbero stati presenti soltanto il sindaco, la Giunta e la segretaria comunale.

«Da quanto risulta, alla cerimonia erano presenti esclusivamente il Sindaco la Giunta e la Segretaria comunale.» Un dettaglio che per Engagement evidenzia un’anomalia: la presenza di singole figure dell’esecutivo comunale in assenza dell’organo collegiale che rappresenta democraticamente i cittadini. «Una circostanza che rende ancora più evidente l’anomalia istituzionale: mentre l’organo che rappresenta l’intera comunità non è stato coinvolto, sono invece state presenti singole figure dell’amministrazione.»

Il cuore della contestazione è tutto in una frase che suona come un vero e proprio affondo politico. «Il Consiglio comunale di Gressan non può essere utile quando servono gli atti amministrativi e irrilevante quando si celebrano i risultati.»

Tradotto: quando si tratta di approvare delibere, autorizzazioni o varianti urbanistiche il Consiglio serve eccome; quando invece arriva il momento delle inaugurazioni e delle fotografie ufficiali, la scena resta prerogativa dell’esecutivo e delle società coinvolte.

La minoranza insiste sul fatto che il problema non riguarda la cortesia istituzionale, ma la dignità delle istituzioni locali. «Non si tratta di una questione di semplice cortesia istituzionale, ma di rispetto verso l’organo democratico che rappresenta l’intera nostra comunità.»

Anche perché, osservano i consiglieri, le inaugurazioni hanno un momento preciso e non si replicano a posteriori. «Le inaugurazioni si fanno una volta sola. Ed è in quel momento che si decide chi deve esserci e chi no.»

Da qui la critica alla scelta della Pila Spa di organizzare una visita “riparatrice” dopo che l’evento principale è già stato celebrato e comunicato pubblicamente. «Invitare il Consiglio comunale successivamente, quando l’evento è già stato celebrato e comunicato pubblicamente, non restituisce dignità istituzionale a ciò che è stato omesso.»

A rendere ancora più discutibile la situazione, secondo Engagement, sarebbe anche l’orario scelto per l’incontro: lunedì mattina alle 10.30. «Una visita organizzata lunedì mattina alle ore 10.30, come se gli amministratori locali non avessero impegni professionali e come se il ruolo di consigliere comunale fosse una disponibilità permanente.» Un passaggio che apre anche un’altra riflessione, spesso dimenticata nella politica locale: i consiglieri comunali non sono professionisti della politica e svolgono il loro mandato parallelamente alla propria attività lavorativa.

Ma la minoranza torna subito al punto centrale della polemica. «Il punto è il rispetto delle istituzioni. Il Consiglio comunale non è un gruppo di invitati da convocare quando la cerimonia è già stata celebrata altrove.»

La critica si estende anche alla società degli impianti, che opera sul territorio comunale e che — secondo Engagement — avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione ai rapporti con le istituzioni locali.

«È difficile comprendere come un momento celebrativo organizzato da una società che opera sul nostro territorio comunale possa svolgersi senza il coinvolgimento dell’organo che rappresenta la Comunità stessa.»

Da qui la scelta politica, annunciata nella parte finale della lettera. «Il gruppo Engagement ha deciso di non partecipare a quella che, più che un momento istituzionale, appare come una tardiva visita organizzata ad evento ormai concluso.»

La conclusione è quasi un monito rivolto non solo alla Giunta e alla Pila Spa, ma anche agli stessi consiglieri comunali. «Il rispetto delle istituzioni non si recupera con inviti tardivi: si dimostra riconoscendo, fin dall’inizio, il ruolo di chi rappresenta la nostra Comunità.»

Una polemica che, al di là della singola vicenda della “Stella di Pila”, riporta al centro una questione ricorrente nella politica locale: il delicato equilibrio tra amministrazioni comunali, società partecipate e ruolo dei Consigli comunali. Quando questo equilibrio si incrina, anche un semplice invito a una visita può trasformarsi in un caso politico.

pi.mi.