Il movimento Valle d’Aosta Futura interviene nel dibattito sulla riforma dell’organizzazione del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco e manifesta “la massima solidarietà” al personale che ha proclamato lo stato di agitazione. Una presa di posizione dura, che mette nel mirino la gestione politica del dossier e alcune modifiche legislative presentate negli ultimi giorni.
Secondo Valle d’Aosta Futura, i Vigili del fuoco rappresentano a livello nazionale una delle eccellenze del Paese: un Corpo riconosciuto per professionalità, capacità tecnica, spirito di servizio e dedizione al bene pubblico. Qualità che negli anni hanno costruito un forte rapporto di fiducia con i cittadini e che rendono il sistema italiano di soccorso un modello apprezzato anche a livello internazionale.
Proprio per questo, sostiene il movimento, appare incomprensibile la situazione che si sarebbe creata in Valle d’Aosta. Dalla lettura della nota sindacale emerge infatti come i Vigili del fuoco valdostani non abbiano ancora ottenuto alcune garanzie ritenute essenziali per l’esercizio delle loro funzioni.
Il confronto sulla nuova normativa dura da anni. Quattro, secondo Valle d’Aosta Futura, durante i quali il dossier avrebbe coinvolto due presidenti della Regione, il Dipartimento legislativo e il personale dell’amministrazione regionale. Nel processo sono stati attivati anche un tavolo tecnico incaricato dalla Presidenza della Regione, composto da rappresentanti del personale e della dirigenza del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco, oltre alle organizzazioni sindacali. A ciò si aggiungerebbero consulenze legali esterne finanziate con risorse pubbliche.
Nonostante questo lungo percorso di confronto, il movimento denuncia che all’ultimo momento sarebbero stati presentati alcuni emendamenti alla nuova legge sulle disposizioni per l’organizzazione del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco. Modifiche che, secondo Valle d’Aosta Futura, rischierebbero di generare un conflitto di competenze e di vanificare anni di mediazione.
La questione centrale riguarda la gestione del soccorso pubblico. Secondo quanto riferito dal movimento, uno studio legale esterno specializzato in contratti pubblicistici avrebbe confermato che il soccorso pubblico non rientra tra le competenze attribuite alla Regione. Gli emendamenti presentati, invece, richiamerebbero soggetti esterni ai Vigili del fuoco, attribuendo loro ruoli nella gestione del soccorso e creando così – sempre secondo la denuncia – possibili incongruenze con le competenze statali già attribuite al Corpo valdostano.
Per Valle d’Aosta Futura si tratterebbe di una scelta pericolosa, capace di minare la catena di comando e di responsabilità che garantisce l’efficienza del sistema di emergenza. “Anche i Vigili del fuoco della Valle d’Aosta – sottolinea il movimento – non possono essere subordinati, nello svolgimento dei loro compiti istituzionali, a strutture estranee al Corpo”.
La critica assume anche una dimensione più ampia e storica. Secondo Valle d’Aosta Futura, i problemi attuali sarebbero l’ultima conseguenza di una situazione che si trascina da anni, fin da quando nel 2000 l’amministrazione regionale scelse di regionalizzare il Corpo dei Vigili del fuoco. Da allora, sostiene il movimento, il personale avrebbe subito “soprusi e incoerenze” da parte della politica.
A ciò si aggiunge la questione dell’organico. Il Corpo valdostano continuerebbe infatti a garantire il servizio di soccorso su tutto il territorio regionale pur operando con numeri ridotti ai minimi. Una situazione che, secondo Valle d’Aosta Futura, renderebbe ancora più incomprensibile il trattamento riservato a un servizio pubblico considerato essenziale.
Il movimento solleva poi due interrogativi politici precisi. Il primo riguarda la norma di attuazione promessa nel 2019 per l’equiparazione previdenziale del personale valdostano a quello del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. La bozza, spiegano, sarebbe ancora ferma presso la Commissione paritetica e, a sei mesi dall’insediamento del nuovo governo regionale, non sarebbero arrivati aggiornamenti.
Il secondo riguarda proprio il futuro della nuova legge regionale. Valle d’Aosta Futura teme che gli emendamenti possano introdurre norme in conflitto con disposizioni di rango superiore, compromettendo l’efficienza del sistema di soccorso.
Da qui l’appello rivolto a tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale affinché si assumano la responsabilità delle decisioni in corso e si impegnino a salvaguardare qualità, funzionalità ed economicità del servizio pubblico di emergenza.
Il movimento invita anche i cittadini a seguire con attenzione il dibattito politico su questo tema, sottolineando l’importanza di vigilare sulle scelte istituzionali affinché siano realmente orientate al bene comune e non a interessi particolari.
Infine, Valle d’Aosta Futura chiede chiarimenti su un ulteriore punto: il servizio antincendio aeroportuale presso l’aeroporto regionale Corrado Gex. Secondo il movimento, da circa un anno il servizio verrebbe pagato a una ditta privata, nonostante sia attualmente assicurato dal Corpo valdostano dei Vigili del fuoco.
Una situazione che, secondo Valle d’Aosta Futura, merita spiegazioni pubbliche. Perché, conclude il movimento con toni netti, il soccorso pubblico “non può essere mercificato”.