Consiglio Valle Comuni - 09 marzo 2026, 13:47

JB Festaz, scontro sui tagli: Adu VdA attacca e chiama in causa l’assessore Marzi

Dopo la delibera del CdA sull’organico dell’azienda di servizi alla persona, l’associazione Adu VdA parla di “problema politico e istituzionale” e chiede chiarezza sui rapporti tra assessorato e vertici dell’ente

La segreteria di Adu VdA: Alex Glarey, Daria Pulz e Carola Carpinello

Si accende il confronto politico attorno alla gestione dell’Azienda pubblica di servizi alla persona JB Festaz di Aosta. A riaprire il dibattito sui recenti tagli deliberati dal Consiglio di amministrazione è una presa di posizione dell’Adu VdA, che chiama direttamente in causa l’assessore regionale alla Sanità Carlo Marzi e solleva interrogativi sul rapporto tra indirizzo politico e gestione dell’ente.

Il nodo riguarda la deliberazione approvata il 13 febbraio 2026 dal CdA della struttura, con cui è stata definita una variazione della dotazione organica. Una scelta che ha immediatamente suscitato critiche e preoccupazioni tra sindacati e operatori del settore socio-assistenziale.

Secondo quanto riferito da alcune organizzazioni sindacali, l’assessore Marzi avrebbe manifestato l’intenzione di intervenire sul provvedimento. Nella nota diffusa da Adu VdA si legge infatti che il rappresentante della Giunta regionale avrebbe “espresso l’intenzione di richiedere all’azienda la sospensione della deliberazione del consiglio di amministrazione relativa alla variazione della dotazione organica per il JB Festaz”.

Un passaggio che, se confermato, aprirebbe uno scenario politico non secondario: quello di un assessore che prende le distanze da una decisione adottata dal vertice amministrativo di un ente che opera nel sistema regionale dei servizi sociali.

L’associazione, pur accogliendo con favore la possibile iniziativa dell’assessorato, non nasconde le proprie preoccupazioni. “Se questo risultasse vero – si legge nella nota – non possiamo che esprimere soddisfazione avendo portato alla luce la suddetta delibera, ma al tempo stesso siamo molto preoccupati per questi tagli portati avanti dai vertici del JB Festaz senza un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e l’Assessorato”.

Al centro della critica non c’è soltanto il merito della riorganizzazione, ma anche il metodo con cui sarebbe stata adottata. Adu VdA evidenzia infatti una carenza di informazioni e di passaggi di confronto che, secondo l’associazione, avrebbero dovuto accompagnare un intervento di questo tipo.

Nel documento si sottolinea come “mancano le tempistiche di valutazione del risultato declamato, mancano le prossime tappe con i lavoratori, mancano i dati”. Una mancanza che, sempre secondo l’associazione, sarebbe emersa anche durante il confronto tra sindacati e assessorato.

Risulta infatti che nemmeno nell’incontro con l’assessore ci fossero i dati sui quali avrebbe dovuto basarsi la discussione, richiesti dai sindacati”, prosegue la nota, mettendo in evidenza una presunta debolezza informativa alla base del confronto istituzionale.

Le critiche si concentrano anche sulle conseguenze operative della riorganizzazione. Adu VdA parla di personale già sotto forte pressione e denuncia l’assenza di un impegno concreto per rafforzare l’organico.

Soprattutto manca l’impegno per incrementare le risorse umane che sono al collasso e un confronto serio sulla qualità dell’assistenza”, si legge ancora nel documento, che cita tra i punti più contestati anche la riorganizzazione della portineria.

Secondo l’associazione, “i tagli alla portineria ricadranno sugli operatori sociosanitari”, con possibili ripercussioni sull’organizzazione del lavoro e sulla qualità dei servizi offerti agli ospiti della struttura.

La vicenda assume così un evidente risvolto politico. Adu VdA conclude infatti la propria presa di posizione sottolineando come il nodo centrale riguardi i rapporti tra amministrazione e assessorato.

È del tutto evidente che se l’Assessorato non era a conoscenza dell’atto, il problema è politico e istituzionale e vigileremo con attenzione sulle misure che verranno adottate per evitare ulteriori riorganizzazioni al ribasso”.

Una presa di posizione che riporta al centro del dibattito la gestione dell’ente e che potrebbe aprire nuove tensioni tra vertici amministrativi, rappresentanze sindacali e politica regionale. In attesa di capire se e come l’assessorato deciderà di intervenire sulla delibera contestata.

je.fe.