Non esiste contrasto efficace alla violenza di genere senza una strategia complessiva che agisca su più livelli. L’attivazione sul territorio regionale dell’Centro per Uomini Autori di Violenza rappresenta un passaggio importante in questa direzione, perché introduce un elemento spesso sottovalutato nel dibattito pubblico: intervenire non solo sulle conseguenze della violenza, ma anche sulle sue cause comportamentali e relazionali.
Il servizio si inserisce nel quadro normativo nazionale e negli indirizzi della Convenzione di Istanbul, che promuove un sistema di tutela basato non soltanto sulla protezione delle vittime, ma anche sulla prevenzione della recidiva attraverso percorsi di trattamento rivolti agli autori di violenza nelle relazioni affettive e familiari.
“Con l’attivazione del CUAV la Valle d’Aosta rafforza in modo concreto il proprio sistema di prevenzione della violenza di genere, intervenendo anche sugli autori dei comportamenti violenti”, ha sottolineato l’Assessore alla sanità, salute e politiche sociali. “La responsabilizzazione degli uomini e la riduzione del rischio di recidiva rappresentano un investimento diretto sulla sicurezza delle donne, dei minori e dell’intera comunità. Il servizio nasce da un lavoro istituzionale condiviso che ha permesso di costruire una rete stabile tra giustizia, sanità, servizi sociali e forze dell’ordine”.
Le parole dell’Assessore evidenziano un cambio di prospettiva culturale prima ancora che operativa. La violenza di genere non viene affrontata esclusivamente nella fase emergenziale, ma anche nella dimensione preventiva e riabilitativa, riconoscendo che la sicurezza sociale passa attraverso la trasformazione dei modelli relazionali disfunzionali e la presa di coscienza degli autori dei comportamenti violenti.
L’attivazione del Centro è stata preceduta da un percorso strutturato di concertazione istituzionale coordinato dalla Regione, necessario per definire procedure di accesso, modalità di scambio informativo e strumenti di monitoraggio dei percorsi trattamentali. Il lavoro condiviso ha portato alla formalizzazione di protocolli operativi che regolano la collaborazione tra Autorità giudiziaria, servizi sanitari e sociali e forze dell’ordine, garantendo tracciabilità e coerenza con la normativa vigente.
La presenza di una rete territoriale rappresenta uno degli elementi qualificanti dell’iniziativa. Il Centro opererà infatti in stretto raccordo con il Tribunale e la Procura della Repubblica di Aosta, con l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna, con l’Azienda USL regionale, con il Centro Antiviolenza e con la Questura, configurandosi come nodo di un sistema di governance della prevenzione.
I percorsi trattamentali avranno una durata indicativa di dodici mesi e saranno rivolti agli uomini autori di violenza, con l’obiettivo di sviluppare consapevolezza rispetto alle proprie condotte, modificare schemi relazionali aggressivi o disfunzionali e prevenire la reiterazione dei comportamenti violenti. L’adesione ai percorsi sarà coerente con le eventuali misure giudiziarie disposte e con il quadro di collaborazione tra servizi territoriali.
“Responsabilizzare chi ha agito violenza significa lavorare sulla sicurezza futura della comunità”, è il principio che ispira l’impostazione del progetto. L’azione del Centro non sostituisce gli strumenti repressivi, ma li affianca, integrando prevenzione, trattamento e controllo sociale in un modello di intervento che guarda alla violenza di genere come fenomeno complesso, che richiede risposte altrettanto articolate.
Con questa iniziativa la Valle d'Aosta consolida dunque un ulteriore segmento della propria strategia di contrasto alla violenza sulle donne, puntando non solo sulla protezione delle vittime, ma anche sulla trasformazione dei comportamenti che generano la violenza, nella convinzione che la sicurezza di una comunità passi anche dalla capacità di prevenire il male prima che si ripeta.