Velina Rossonera e Arcobaleno - 05 marzo 2026, 23:55

Velina rossonera e arcobaleno – osservatori osservati Troppo caldo, vacanze e ricorsi invece dei problemi

ronache semiserie dai Palazzi istituzionali e non solo

C’è un caldo politico che non dipende dal meteo. È quel calore un po’ stonato che sale quando la politica sembra vivere in un’altra latitudine rispetto ai problemi reali. E in questi giorni, diciamolo, la temperatura è salita parecchio.

Da una parte c’è chi discute di ricorsi, cavilli e interpretazioni giuridiche come se fossero la questione centrale dell’universo istituzionale. Dall’altra c’è chi, molto più serenamente, osserva il mondo… da lontano. Molto lontano.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto è finito nel mirino per le sue vacanze a Dubai. Una meta che, per carità, ha il suo fascino: sabbia dorata, hotel stellari e quella piacevole sensazione di essere a migliaia di chilometri dai piccoli drammi quotidiani della politica italiana. Solo che, nel frattempo, in patria qualcuno si chiedeva se fosse proprio il momento più opportuno per farsi fotografare tra skyline futuristici e clima da cartolina.

Ma non è finita qui. Perché nel grande teatro internazionale si è materializzata anche la figura dell’osservatore. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è volato negli Stati Uniti per seguire da vicino le discussioni geopolitiche sul futuro di Gaza. Una presenza diplomatica, certo. Ma anche l’immagine plastica di una politica che talvolta sembra limitarsi a guardare mentre altri decidono.

E poi c’è un silenzio che, nei Palazzi, comincia a fare rumore. Quello del vicepremier Matteo Salvini. Un tempo iperpresente, microfono alla mano e simboli religiosi ben in vista, tra crocefissi e rosari branditi quasi come clave identitarie nelle piazze e nei comizi. Ora, invece, una calma quasi monastica.

Qualcuno malignamente sussurra che forse sia impegnato in una paziente opera di riordino domestico: alla ricerca proprio di quei crocefissi e rosari che per anni hanno accompagnato le sue invocazioni politiche e che da qualche tempo sembrano misteriosamente scomparsi dal repertorio comunicativo. Riposti in un cassetto? Smarriti tra una campagna elettorale e l’altra? O semplicemente messi in pausa in attesa di tempi più favorevoli?

Nel frattempo, nei Palazzi – quelli veri, con i corridoi lunghi e le porte che si chiudono piano – continua il balletto dei ricorsi, dei pareri e delle interpretazioni. Una danza giuridica che appassiona molto gli addetti ai lavori, ma un po’ meno chi aspetta risposte su sanità, salari, bollette e infrastrutture.

La sensazione diffusa è quella di una politica che fatica a rassegnarsi alla banalità dei problemi concreti. Perché affrontarli davvero richiede fatica, compromessi e scelte scomode. Molto più semplice discutere di procedure, fare un salto nel deserto dorato o sedersi in platea mentre il mondo ridefinisce i propri equilibri.

E così, tra ricorsi domestici, viaggi esotici e silenzi improvvisi, il grande paradosso resta sempre lo stesso: la politica continua a muoversi moltissimo, ma non sempre nella direzione che i cittadini si aspettano.

Forse è solo il caldo. Oppure no.

Le Cagnard Déchaîné