CRONACA - 05 marzo 2026, 23:42

Multe Covid, arrivano le ingiunzioni: polemica politica ma le regole restano regole

A pochi mesi dalla prescrizione quinquennale arrivano in Valle d’Aosta ingiunzioni di pagamento per sanzioni legate alle violazioni delle norme anti-Covid. Il movimento Valle d’Aosta Futura parla di «situazione ingiusta» e di «atto politico», ma il quadro giuridico ricorda che le norme in vigore durante l’emergenza restano valide finché non vengono annullate dai tribunali

In Valle d’Aosta numerosi cittadini stanno ricevendo ingiunzioni di pagamento per sanzioni legate alle violazioni delle norme anti-Covid. Valle d’Aosta Futura parla di «situazione ingiusta» e di «atto politico», ma il quadro normativo ricorda che le regole in vigore durante l’emergenza restano valide. Diverso invece il caso delle sanzioni per l’obbligo vaccinale, cancellate per legge nel 2025.

A distanza di quasi cinque anni dalle restrizioni imposte durante l’emergenza sanitaria, diversi valdostani stanno ricevendo in queste settimane ingiunzioni di pagamento relative a sanzioni amministrative per violazioni delle norme anti-Covid. In alcuni casi si tratta di importi rilevanti, che – sommando più verbali e spese – possono arrivare anche a cifre molto consistenti.

Le notifiche stanno arrivando proprio a ridosso del termine di prescrizione quinquennale previsto per le sanzioni amministrative. Una prassi amministrativa piuttosto comune: quando una multa non viene pagata o annullata tramite ricorso, l’ente competente può attivare la procedura di riscossione prima della scadenza dei termini.

Sul tema è intervenuto il movimento politico Valle d’Aosta Futura, che in una nota parla apertamente di «situazione ingiusta» e di «cittadini valdostani puniti». Secondo il movimento, molte delle persone sanzionate avevano contestato fin dall’inizio le misure adottate durante la pandemia, giudicandole «provvedimenti coercitivi che violavano le libertà individuali costituzionalmente garantite».

Nel documento si sostiene che le norme contenute nei decreti emanati durante l’emergenza fossero «decisioni puramente politiche» e prive di reale fondamento scientifico. Valle d’Aosta Futura cita come esempio alcune regole che all’epoca avevano alimentato polemiche, come le limitazioni nei locali pubblici o l’obbligo di mascherina in determinate situazioni, considerate dal movimento «parametri normativi irrazionali».

Il gruppo politico rivendica inoltre il ruolo delle proteste organizzate in quegli anni. «Tramite manifestazioni e dibattiti pubblici regolarmente autorizzati e con la disobbedienza civile – si legge nella nota – questi cittadini hanno difeso democraticamente la libertà di pensiero, di scelta e di azione».

La lettura proposta dal movimento, tuttavia, si scontra con un principio giuridico molto semplice: le norme, finché restano in vigore, devono essere rispettate anche da chi le ritiene sbagliate o sproporzionate. Durante la pandemia i provvedimenti adottati dal Governo – dai decreti legge ai Dpcm – avevano piena efficacia giuridica. Chi riteneva illegittima una sanzione poteva impugnarla attraverso i canali previsti dall’ordinamento, presentando ricorso al Prefetto o al Giudice di pace. In diversi casi i tribunali hanno effettivamente annullato verbali specifici, ma si tratta di decisioni individuali che non cancellano automaticamente tutte le sanzioni.

Nel comunicato Valle d’Aosta Futura critica anche il ruolo delle istituzioni, sostenendo che l’attivazione delle procedure di riscossione rappresenti «un grave atto politico» e denunciando «la macchina burocratica messa in moto per punire i cittadini». In realtà le ingiunzioni seguono procedure amministrative standard e non dipendono da valutazioni politiche sul merito delle norme: gli uffici applicano semplicemente disposizioni previste dalla legge.

Esiste però un aspetto che effettivamente distingue alcune sanzioni legate alla pandemia. Con la conversione del Decreto Milleproroghe nella Legge n. 15 del 2025, lo Stato ha infatti cancellato tutte le sanzioni da 100 euro introdotte nel 2022 per chi non aveva rispettato l’obbligo vaccinale anti-Covid, previsto per gli over 50 e per alcune categorie professionali come i sanitari.

La norma ha disposto il cosiddetto “discarico automatico dei ruoli”, un meccanismo tecnico con cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione elimina dai propri registri i debiti ancora pendenti. In pratica le sanzioni non devono più essere pagate, anche se il cittadino aveva già ricevuto una cartella esattoriale o un avviso di pagamento. Tutte le procedure di riscossione vengono quindi automaticamente annullate e non possono essere avviate azioni esecutive come pignoramenti o altre misure.

La cancellazione ha però creato anche un paradosso. Chi aveva pagato subito la sanzione – i 100 euro previsti per l’obbligo vaccinale – non ha diritto ad alcun rimborso. Le somme già versate restano infatti acquisite al bilancio dello Stato, creando una evidente disparità tra chi aveva adempiuto immediatamente e chi ha atteso l’intervento del legislatore.

È importante però distinguere tra queste sanzioni specifiche e le altre multe legate alla violazione delle norme anti-Covid, come il mancato rispetto delle limitazioni alla mobilità o degli obblighi sanitari previsti nei diversi periodi dell’emergenza. Queste ultime non sono state cancellate da alcuna legge e restano quindi soggette alle normali procedure di riscossione.

Nel suo intervento politico Valle d’Aosta Futura arriva infine a ringraziare «tutti i valdostani che con determinazione si sono opposti alle misure emergenziali», sostenendo che abbiano reso «un grande servizio alla comunità».

Il dibattito su quelle scelte resta aperto e, a distanza di anni, continua a dividere l’opinione pubblica. Ma sul piano giuridico il principio resta immutato: le leggi possono essere criticate, contestate e modificate nel tempo, ma finché sono in vigore devono essere rispettate. Diversamente, le conseguenze amministrative previste dall’ordinamento – come le sanzioni – continuano a produrre i loro effetti, anche quando il giudizio politico su quella stagione storica cambia con il passare del tempo. 

Soluzione possibile aspettare i condoni di Salvini.

pi.mi.