QUARESIMA: i quaranta giorni che preparano i cristiani alla Pasqua. È un tempo forte dell’anno liturgico, dedicato alla conversione, alla preghiera, alla penitenza e alla carità. Durante la celebrazione, il sacerdote impone le ceneri sul capo dei fedeli come segno di fragilità umana e richiamo alla necessità di rinnovare la propria vita.
Per i cattolici è uno dei giorni principali di digiuno e astinenza dalle carni, insieme al Venerdì Santo. Il digiuno obbliga i maggiorenni fino ai 60 anni e prevede un solo pasto completo nella giornata, con la possibilità di due pasti leggeri.
L’astinenza dalle carni riguarda invece tutti i fedeli dai 14 anni in su.
Non è solo una pratica formale: il senso profondo è quello di rimettere ordine nelle priorità, riscoprire l’essenziale e prepararsi interiormente alla Pasqua.
CALENDARIO DEGLI IMPEGNI DI MONS. VESCOVO
Martedì 3 – Mercoledì 4 marzo
Susa, Villa San Pietro: Assemblea della Conferenza Episcopale Piemontese
Mercoledì 4 marzo
Chiesa parrocchiale di Saint-Martin - ore 18.00-20.00: Seconda Stazione quaresimale cittadina
Giovedì 5 marzo
Vescovado - mattino: Udienza
Arvier - ore 20.00: Incontro con il Consiglio pastorale di Unità parrocchiale di Arvier, Avise e Valgrisenche
Sabato 7 marzo
Saint-Oyen - mattino: Partecipazione al ritiro per futuri accoliti e ministri straordinari della Comunione
Signayes - ore 15.30: Incontro con il Consiglio pastorale di Unità parrocchiale di Excenex, Gignod e Signayes
Domenica 8 marzo
Chiesa parrocchiale di Saint-Nicolas - ore 11.00: S. Messa per il secondo centenario della nascita dell’Abbé Cerlogne
Priorato di Saint-Pierre - ore 15.00: S. Messa per il centenario della nascita della Serva di Dio Leletta d’Isola
Lunedì 9 marzo
Vescovado - ore 10.00: Incontro con i ragazzi della quinta elementare di La Salle
Vescovado - ore 11.00: Incontro con l’Arcivescovo di Bari
Saint-Pierre, Asilo Mgr Centoz - ore 18.30: S. Messa e incontro con il Consiglio pastorale di Unità parrocchiale di Saint-Nicolas e Saint-Pierre
Martedì 10 marzo
Vescovado - mattino: Udienze
Seminario - ore 16.30-18.30: Incontro con gli Uffici pastorali diocesani
Mercoledì 11 marzo
Chiesa collegiata di Sant’Orso - ore 18.00-20.00: Terza Stazione quaresimale cittadina
Giovedì 12 marzo
Vescovado - mattino: Udienza
Introd - ore 18.30: S. Messa e incontro con il Consiglio pastorale di Unità parrocchiale di Introd, Rhêmes-Notre-Dame, Rhêmes-Saint-Georges e Valsavarenche
Venerdì 13 marzo
Vescovado - pomeriggio: Udienze
Sabato 14 marzo
Cattedrale - Pont Suaz - ore 6.00: Pellegrinaggio mensile a N.-D. de Pitié
Torino - ore 9.00: Inaugurazione dell’Anno giudiziario del T.E.I.P.
La Chiesa celebra San Casimiro Principe polacco
Nasce a Cracovia, nel 1458. Figlio del re di Polonia, appartenente alla dinastia degli Jagelloni, di origine lituana. Quando gli Ungheresi si ribellarono al loro re, Mattia Corvino, e offrirono al tredicenne principe Casimiro la corona, questi vi rinunciò appena seppe che il papa si era dichiarato contrario alla deposizione del regnante. Impegnato in una politica di espansione, re Casimiro IV (1440-1492) diede al terzogenito l'incarico di reggente di Polonia e il principe, minato dalla tubercolosi, svolse il compito senza lasciarsi irretire dalle seduzioni del potere. Non si piegò alle ragioni di Stato quando gli venne proposto dal padre il matrimonio con la figlia di Federico III, per allargare i già estesi confini del regno. Il principe Casimiro non voleva venir meno al suo ideale ascetico di purezza per vantaggi materiali cui non ambiva. Di straordinaria bellezza, ammirato e corteggiato, Casimiro aveva riservato il suo cuore alla Vergine. Si spegne a 25 anni a Grodno (in Lituania) il 4 marzo 1484. Nel 1521 papa Leone X lo dichiarò patrono della Polonia e della Lituania.
Il sole sorge alle ore 7,09 e tramonta alle ore 18,17
« La famiglia è il luogo dove la persona impara che la libertà nasce dal legame e che l’amore vero non è possesso, ma responsabilità condivisa » (Papa Leone XIV)
La famiglia viene qui vista come spazio fondativo dell’identità umana, non come struttura rigida ma come tessuto vivo di relazioni. In una società che tende spesso alla frammentazione, questa visione richiama l’idea che la crescita personale e sociale passi anche attraverso la cura dei legami primari. È un messaggio semplice, ma profondamente radicato nella tradizione etica cristiana.