ECONOMIA - 28 febbraio 2026, 16:00

Vacanze sulla neve 2026, la Valle d’Aosta consolida la leadership in una stagione da 6,7 miliardi

L’indagine di Federalberghi certifica 9,1 milioni di italiani in partenza tra gennaio e marzo e un giro d’affari di 6,7 miliardi. La Valle d’Aosta si conferma tra le mete più scelte insieme alle principali regioni alpine. Settimana bianca e weekend trainano un comparto che guarda all’effetto Milano Cortina 2026

Luigi Fosson, presidente Adava

La montagna italiana è ancora un bene rifugio del turismo nazionale? I numeri sembrano rispondere con decisione affermativa, delineando una stagione invernale 2026 all’insegna della solidità, con una domanda capace di sostenere fatturati e occupazione in un comparto che resta centrale per molte economie territoriali alpine.

Secondo l’indagine realizzata da Federalberghi con il supporto di Tecnè, nel trimestre gennaio-marzo 2026 saranno 9,1 milioni gli italiani che avranno scelto o sceglieranno una vacanza sulla neve, generando un giro d’affari complessivo di 6,7 miliardi di euro. Un dato che fotografa una montagna ancora attrattiva nonostante l’inflazione e le tensioni sui bilanci familiari.

La componente principale resta quella della settimana bianca: 6,4 milioni di italiani hanno optato per il soggiorno tradizionale, di cui 700mila aggiungeranno anche uno o più fine settimana sulla neve. Accanto a questa domanda “strutturata” si muovono 2,7 milioni di turisti che hanno preferito formule brevi, concentrate nel weekend. È la conferma di un mercato che si sta polarizzando tra esperienze complete e soluzioni flessibili, più compatibili con agende frammentate e budget sotto controllo.

«Il quadro della nostra indagine configura uno scenario variegato – ha commentato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca –. Innanzitutto, rivela una stagione invernale in crescita, elemento che rafforza il senso di solidità del nostro settore. Ma vediamo anche una domanda che si esprime in due direzioni: da una parte verso l’esperienza più completa della settimana bianca, dall’altra verso la fruizione della montagna a misura di week end, una scelta più flessibile per la gestione del budget e anche del calendario delle partenze».

In questo contesto competitivo, la Valle d’Aosta si conferma tra le destinazioni protagoniste dell’inverno, insieme a Piemonte, Trentino-Alto Adige, Lombardia e Veneto. Si tratta delle aree che concentrano la quota più significativa della domanda, grazie a un’offerta che integra grandi comprensori sciistici, infrastrutture ricettive e servizi accessori.

Per la regione più piccola d’Italia, il dato non è soltanto statistico ma strutturale: il turismo invernale rappresenta una delle colonne portanti del Pil territoriale e dell’occupazione stagionale, con ricadute lungo l’intera filiera, dagli impianti di risalita alla ristorazione, fino al commercio locale.

«I dati Federalberghi confermano che il turismo invernale resta un caposaldo dell’economia turistica italiana e la Valle d’Aosta è pienamente protagonista di questo scenario – dichiara il presidente di ADAVA, Luigi Fosson –. La nostra regione si distingue per la qualità del sistema ricettivo, per l’elevata professionalità degli operatori e per un’offerta integrata che unisce grandi comprensori sciistici, località family-friendly, esperienze di alta gamma e un patrimonio naturale e paesaggistico unico nel panorama alpino».

Il riferimento alla qualità non è casuale. In un mercato sempre più competitivo, la differenza si gioca su standard di servizio, sostenibilità ambientale e capacità di intercettare segmenti diversi: famiglie, sportivi, clientela premium. L’elemento esperienziale, oggi, pesa quanto la componente tecnica delle piste.

A questo si aggiunge il fattore mediatico e infrastrutturale legato alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, che stanno contribuendo a rilanciare l’immagine della montagna italiana sui mercati nazionali e internazionali. «L’effetto delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 – prosegue Fosson – ha contribuito ad accendere ulteriormente i riflettori sulla montagna. Per la Valle d’Aosta si tratta di un’opportunità strategica: dobbiamo continuare a investire in qualità, sostenibilità e servizi, consolidando la nostra posizione tra le eccellenze alpine e rafforzando la competitività del sistema turistico regionale».

La sfida, ora, è trasformare il picco congiunturale in crescita strutturale. Perché se i 6,7 miliardi di giro d’affari certificano una stagione positiva, la vera partita si gioca sulla capacità di mantenere alta l’attrattività anche oltre l’onda lunga olimpica, in un contesto segnato da cambiamenti climatici, concorrenza internazionale e crescente attenzione ai costi. La montagna, per restare bene rifugio, dovrà continuare a innovare senza perdere la propria identità.