“Vite in ascesa” vi ha portato su cime inusuali, in luoghi che spesso non sono descritti neppure su Internet. Vi ha fatto scoprire come percorrere centinaia di chilometri con gli sci in un solo giorno, senza attrezzatura da sci alpinismo ma in sicurezza rispetto al rischio valanghe, senza rifare mai la stessa pista.
Ora vi proponiamo la possibilità di scegliere un itinerario singolo oppure abbinabile. Rifacendoci a “Overview”, offriamo indicazioni utili per chi desidera effettuare questo percorso senza fermarsi più giorni in zona, ma anche per chi vuole proseguire con un giro più ampio collegandosi all’itinerario pubblicato nel numero precedente.
Il percorso in auto da Aosta a Les Diablerets, in Svizzera, richiede generalmente l’attraversamento del Traforo del Gran San Bernardo oppure, in alternativa, dell’autostrada A5 verso il Traforo del Monte Bianco e poi attraverso la Svizzera. Il tragitto attraversa suggestivi paesaggi alpini e comporta il pagamento dei pedaggi per le gallerie e l’acquisto della vignetta autostradale svizzera.
Percorso principale:
Da Aosta si percorre la SS27 in direzione del Traforo del Gran San Bernardo, si attraversa la frontiera svizzera, si prosegue per Martigny, quindi verso Aigle e infine si sale in direzione Les Diablerets.
Tempo stimato:
Generalmente tra un’ora e mezza e due ore, a seconda del traffico e delle condizioni meteorologiche.
Alternativa:
Percorrere la A5 fino a Courmayeur, attraversare il Traforo del Monte Bianco verso Chamonix (Francia), procedere in direzione Ginevra/Losanna e poi deviare verso est per Aigle e Les Diablerets.
Un modo diverso, dunque, per assaporare un itinerario e scoprirlo passo dopo passo. Meta iniziale: l’Ouille du Diable.
Dall’arrivo della stazione indicata in precedenza, per giungere alla base di questo itinerario lungo circa 3 km, non si superano i 65 metri effettivi di dislivello. Tempo di salita: 1 ora e 45 minuti. Il ritorno può avvenire con il gatto delle nevi in circa 15 minuti dalla vetta, transitando dalla base dell’Ouille du Diable (2908 m).
La Tour de Saint Martin
Descrizione dell’itinerario
Dall’arrivo della seggiovia, che in discesa deposita sul ghiacciaio — a lato del quale corre la pista di bob su monorotaia — si percorre l’intero ghiacciaio, privo di crepacci e fortemente “turisticizzato”, che conduce in falsopiano fino al pianoro sul cui sfondo si trova il già citato rifugio “L’Espace”, punto di ristoro per tutti.
Alla destra del rifugio, se si vuole salire alla cima che chiude il fondale, si segue una traccia lasciata dal cingolato su terreno battuto, fuori dal ghiacciaio, fino a raggiungere sulla destra una piccola casermetta. La si raggiunge tramite una delle due scale a pioli esterne, portandosi così sulla cresta sommitale.
Per rocce montonate di facile accesso si arriva a una spaccatura che caratterizza la vetta. Si sale (I grado) sulla cima di sinistra, la più alta.
Dalla cima si scende fino alla strada del cingolato, alla base della stessa, seguendo l’itinerario di salita; quindi si procede in piano verso destra fino a ritornare al rifugio “L’Espace”.
Alla sinistra del rifugio si può salire su macereti fino alla base di un obelisco alto più di 50 metri (circa 5 minuti). La salita alpinistica, su roccia poco consistente, si svolge sul versante posteriore (IV grado), ma esula da questa descrizione: non è stata affrontata per mancanza di corda e attrezzatura da arrampicata.
Tornati al piazzale del rifugio, si può usufruire del gatto delle nevi per il rientro, in circa 15 minuti dalla vetta, transitando dalla base dell’Ouille du Diable (2908 m).
A questo punto va spezzata una lancia a favore di quello che, a prima vista, potrebbe sembrare un parco divertimenti d’alta quota. Le due cime principali che dominano il panorama sono state lasciate intatte e conservano il loro carattere autentico. Chi desidera salirle entrambe, prendendo la prima funivia del mattino, può completarle nella stessa giornata.
Un compromesso curioso, forse, tra turismo di massa e alpinismo essenziale. Ma le montagne, quando restano intonse nelle loro linee più alte, sanno ancora farsi rispettare.