Una finanziaria regionale può essere molto più di uno sportello che concede mutui agevolati: può diventare una vera leva di politica industriale. È questo il messaggio emerso con chiarezza dal roadshow territoriale promosso da ANFIR – Associazione Nazionale delle Finanziarie Regionali – che ha fatto tappa a Saint-Vincent, accendendo i riflettori sul ruolo di Finaosta S.p.A. nello sviluppo della Valle d’Aosta.
L’incontro, ospitato al Centro Congressi del Grand Hotel Billia e moderato dal giornalista del Sole 24 Ore Luca Orlando, ha riunito istituzioni, sistema finanziario e imprese in un confronto operativo su strumenti, modelli e casi concreti di investimento pubblico a sostegno della competitività e dell’innovazione.
Ad aprire i lavori è stato Michele Vietti, presidente di Anfir, che ha richiamato “il valore delle finanziarie regionali come strumenti di prossimità, capaci di tradurre le strategie di sviluppo in interventi concreti e mirati sui territori”. Un concetto che in una realtà autonoma come la Valle d’Aosta assume un peso specifico particolare.
I saluti istituzionali del presidente della Regione Renzo Testolin e, soprattutto, dell’assessore allo Sviluppo economico Luigi Bertschy hanno inquadrato il tema nella strategia regionale. Bertschy ha sottolineato l’importanza di “una collaborazione strutturata tra istituzioni e finanziarie pubbliche per affrontare le sfide della crescita sostenibile”, rimarcando come la sinergia tra indirizzo politico e strumenti finanziari sia decisiva per accompagnare le transizioni in atto.
Il cuore dell’incontro è stato però dedicato a “Finaosta per il territorio”, con l’intervento del presidente Marco Linty, che ha rivendicato con forza il ruolo della finanziaria regionale. “Siamo strumenti pubblici – ha detto il presidente di Finaosta Linty – ma con un approccio operativo vicino alle imprese, ai cittadini, agli enti locali, ai progetti che generano valore. In un contesto economico che richiede rapidità, competenze e capacità di investimento, il ruolo di FinAosta è diventato sempre più rilevante perché sosteniamo la competitività, favoriamo l’innovazione, contribuiamo alla coesione territoriale e mettiamo in campo risorse e competenze per trasformare visioni in realtà”.
Linty ha insistito su un punto chiave: “Negli ultimi anni il nostro impegno si è concentrato a rafforzare la nostra mission: essere un partner affidabile per la Regione e per il sistema economico valdostano, capace di intervenire con strumenti finanziari mirati, sostenibili e orientati allo sviluppo di lungo periodo. Abbiamo lavorato su più fronti: supporto agli investimenti strategici, sostegno alle imprese in crescita, partecipazione a progetti infrastrutturali e innovativi e collaborazione con attori pubblici e privati per generare impatti concreti sul territorio. Un impegno che guarda allo sviluppo di una Valle d’Aosta sempre più competitiva, attrattiva e resiliente”.
Il direttore generale Mattia Michele Sisto ha ripercorso l’evoluzione della società, sottolineando come l’azione di Finaosta si estenda ormai anche a operazioni ad alto contenuto innovativo, come quelle nel campo delle scienze della vita, citando l’esperienza di Bio4Dreams. “Questo evento nasce dalla volontà di FinAosta di creare uno spazio di confronto concreto tra le finanziarie regionali, le istituzioni e i territori – ha dichiarato Sisto –. Crediamo fortemente nel valore della rete ANFIR come luogo di scambio di esperienze, competenze e buone pratiche, capace di rafforzare il ruolo delle finanziarie pubbliche nello sviluppo economico e sociale delle regioni”.
Sisto ha ricordato come Finaosta abbia accompagnato “alcuni dei più rilevanti investimenti degli ultimi anni”, fino all’operazione più significativa degli ultimi vent’anni: l’aumento di capitale di Cervino S.p.A., deliberato per un massimo di 83 milioni di euro tra capitale e sovrapprezzo. Finaosta ha esercitato il proprio diritto di opzione per 70,56 milioni, con versamento da completare entro il 31 dicembre 2026.
Tra i progetti simbolo è stato richiamato anche il nuovo impianto funiviario Pila-Couis legato alla “Stella di Pila”, investimento complessivo da 51 milioni di euro, esempio di integrazione tra infrastrutture e valorizzazione turistica. E sul fronte delle opere iconiche, è tornata al centro la Skyway Monte Bianco, che ha celebrato dieci anni di attività. La presidente di Funivie Monte Bianco, Federica Bieller, ha evidenziato come “nel corso dell’esercizio 2024-2025 il complesso abbia registrato 263 mila presenze, con ricavi superiori ai 16 milioni di euro”, confermando il ruolo centrale dell’infrastruttura nel panorama turistico regionale.
La seconda parte dell’incontro ha visto gli interventi di Giampaolo Masciadri di Prometeia, di Elisabetta Borello e Fabio Bianco di Bio4Dreams e di Federico Maquignaz per Cervino Spa. Maquignaz ha illustrato il progetto “Cervino The One”, che prevede “un investimento complessivo di circa 220 milioni di euro” e consentirà di raggiungere Plateau Rosa in meno di 15 minuti grazie a un nuovo impianto 3S, con annessi spazi di servizio e commerciali per migliorare la customer experience.
In chiusura, Vietti ha ribadito la visione strategica: “FinAosta dimostra che una finanziaria regionale può essere al tempo stesso prudente e ambiziosa: solida nei conti, capace di attrarre fondi europei e di trasformarli in investimenti strategici per competitività, transizione green e coesione territoriale. Non solo sostegno alla liquidità, ma leva di sviluppo di lungo periodo. È questo il modello di addizionalità di cui l’Italia delle autonomie ha bisogno”.
Dal confronto di Saint-Vincent emerge dunque un messaggio chiaro: le finanziarie regionali, quando integrate nella strategia politica e capaci di visione industriale, possono diventare strumenti centrali per governare le transizioni economiche. E in Valle d’Aosta, con il protagonismo del presidente Linty e l’indirizzo politico dell’assessore Bertschy, il modello FinAosta punta dichiaratamente a giocare questa partita fino in fondo.