Di Andrea Gagliarducci - ACI Stampa
Leone XIV ha ricordato il quarto anno di guerra in Ucraina all’Angelus del 22 febbraio scorso, mentre Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, ha incontrato lo scorso 12 febbraio il Papa, portando in dote una lista di 400 prigionieri e mantenendo aperto il canale umanitario. Ma quattro anni dopo l’aggressione russa all’Ucraina, il rischio resta sempre quello di una pace lontana, e persino di un conflitto dimenticato.
La Chiesa greco-cattolica ucraina ricorderà i quattro anni di guerra nel suo modo, ossia ricordando la propria identità e presentando il prossimo 26 febbraio un francobollo commemorativo del trasferimento della sede da Lviv a Kyiv. Il Consiglio Pan-Ucraino delle Chiese e delle Organizzazioni religiose, che raggruppa il 95 per cento delle confessioni religiose presenti in Ucraina, ha rilasciato una dichiarazione dai toni della retorica di guerra.
“La guerra di aggressione mossa dalla Federazione russa contro l’Ucraina – si legge nella dichiarazione –, in violazione delle norme internazionali, ha causato immensa sofferenza, dolore e perdite tra il popolo ucraino”.
I religiosi ucraini notano che la guerra “ha causato la morte di migliaia di migliaia di ucraini, la brutale violazione dei diritti umani e delle libertà nei territori dell’Ucraina temporaneamente occupati, inclusa una persecuzione religiosa mirata; il rapimento di bambini ucraini, il trattamento orrendo di personale militare e prigionieri civili, la distruzione di città e infrastrutture civili nella nostra nazione”.
Inoltre, la guerra ha “attivato la più grande crisi migratoria dell’Europa del 21esimo secolo”.
I religiosi notano che “l’aggressore russo è stato fermato”, ma sottolineano che al cuore dell’“aggressione contro l’Ucraina e i suoi crimini contro l’umanità si trova l’ideologia sciovinista e misantropa del ‘mondo russo’ (Russkiy mir)”, la cui elaborazione e diffusione sono state “facilitate dal Patriarcato di Mosca e da altri centri religiosi russi insieme con il regime politico del Cremlino”.
Per questo, il Consiglio Pan-Ucraino chiede la condanna dell’ideologia del mondo russo, che “promuove e giustifica una guerra santa e altri crimini contro l’umanità”.
Il Consiglio onora “la memoria di ogni difensore che ha dato la vita e la salute per l’Ucraina”, si dice grato a “tutti coloro che hanno contribuito a rafforzare le capacità di difesa ucraine e aiutato a portare la vittoria più vicina” e si appella “al popolo ucraino, e ai suoi leader politici e civili, chiedendo di restare coraggiosi e fermi in questa battaglia del bene contro il male”.