C’è un limite oltre il quale i numeri smettono di essere freddi e diventano volti, turni massacranti, anziani da assistere. In una sanità valdostana che fatica già a reggere l’urto tra carenze di organico e popolazione che invecchia, la decisione del Consiglio di amministrazione della Casa di riposo J.B. Festaz di tagliare altre 7 unità di personale socio-assistenziale suona come un colpo inferto a un sistema in affanno.
La notizia è arrivata a Fp Cgil Valle d’Aosta e Uil Fpl Valle d’Aosta tre giorni dopo la pubblicazione sull’Albo pretorio, senza alcun confronto preventivo. Un passaggio che i sindacati non hanno digerito. “Siamo di fronte a una decisione grave, assunta senza alcuna condivisione e in un contesto già fortemente critico”, dichiarano Eleine Krieger Garcia per Fp Cgil e Nunzia Pisanti per Uil Fpl. “Ridurre ancora il personale in una struttura che accoglie persone fragili significa abbassare la qualità dell’assistenza e aumentare il carico su chi resta”.
Non si tratta di un episodio isolato. È la terza riorganizzazione in quattro anni e, complessivamente, si parla di circa 15 operatori socio-sanitari in meno. Un progressivo ridimensionamento che si inserisce in un quadro regionale segnato da difficoltà diffuse: ospedale, territorio, strutture per anziani. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: tempi di attesa più lunghi, operatori sotto pressione, servizi che faticano a garantire continuità.
“Non si può continuare a intervenire solo tagliando”, insistono Krieger Garcia e Pisanti. “La tutela delle persone più fragili e la dignità del lavoro degli operatori devono essere priorità assolute. In una fase in cui l’invecchiamento della popolazione rende sempre più centrale il ruolo delle strutture residenziali, scelte di questo tipo rischiano di compromettere il benessere degli ospiti e delle loro famiglie”.
I sindacati annunciano battaglia. Nell’incontro già convocato per il 25 febbraio chiederanno formalmente la revoca dell’atto, che per diventare efficace dovrà comunque ottenere l’avvallo della Giunta regionale entro 60 giorni. E il giorno successivo, il 26 febbraio, è prevista un’assemblea del personale per informare lavoratrici e lavoratori e valutare eventuali iniziative di mobilitazione.
“La sanità e il sistema socio-assistenziale valdostano hanno bisogno di investimenti, di assunzioni e di stabilità, non di ulteriori sforbiciate”, concludono le due rappresentanti sindacali. “Se si continua su questa strada, il rischio è un progressivo indebolimento della tutela della salute e dell’assistenza alla cittadinanza”.
Dietro quei sette posti in meno non c’è solo una voce di bilancio. Ci sono turni più pesanti, meno tempo per ogni ospite, più pressione su un sistema che da tempo chiede ossigeno. E che oggi, ancora una volta, si trova a fare i conti con nuovi tagli.