C’è un momento in cui il confine tra denuncia politica e narrazione apocalittica si assottiglia fino quasi a scomparire. È quello imboccato dal Movimento Valle d’Aosta Futura con un comunicato che chiama in causa un presunto “sistema Epstein” globale, evocando scenari di violenze sistemiche, coperture internazionali e complicità ai vertici della finanza e della politica mondiale.
Il testo prende le mosse dalla recente diffusione dei cosiddetti “Epstein Files”, resi pubblici – secondo quanto riportato – il 5 febbraio 2026 e consultabili su scala mondiale. Nei “milioni di file”, scrive il movimento, emergerebbe “un’oligarchia transnazionale di uomini economicamente e politicamente potenti” responsabile di violenze inaudite su ragazze e bambini, torture filmate, pratiche eugenetiche sulle gravidanze e addirittura “sacrifici umani”, il tutto in un contesto definito “satanico” e sostanzialmente impunito.
Accuse di portata enorme, che nel comunicato vengono accompagnate da un attacco frontale ai media tradizionali, accusati di voler archiviare il caso come “complottismo”. Secondo Valle d’Aosta Futura, il tentativo di minimizzare starebbe però fallendo e “qualcuno di questi criminali comincia a tremare”. Nel mirino finiscono premier, ministri, ambasciatori, teste coronate, generali e vertici della finanza internazionale, descritti come coinvolti in un “abominio” dai contorni globali.
Il comunicato compie poi un ulteriore salto, sostenendo che dietro le informazioni diffuse si intraveda “un disegno economico e politico più vasto”. Viene citato il nome di Bill Gates, indicato come interlocutore di Epstein già dal 2015 in presunte discussioni sull’uso dei vaccini “come progetto di natura finanziaria”, da organizzare con l’Organizzazione mondiale della sanità e la banca d’affari J.P. Morgan. Un passaggio che sposta il discorso sul terreno della pandemia e delle politiche sanitarie, evocate come possibile “esperimento sociale criminale”.
Non manca un riferimento alla situazione italiana: il movimento richiama i dati ufficiali sulla scomparsa di minori, sottolineando che ogni anno in Italia risultano irreperibili circa 20 mila minori, di cui una quota significativa stranieri non accompagnati, e che solo una parte viene ritrovata. “E gli altri?”, si legge nel testo, in una domanda lasciata volutamente sospesa.
La parte finale del comunicato è un atto d’accusa verso la politica, sia nazionale sia valdostana, colpevole – secondo Valle d’Aosta Futura – di tacere su un tema “di gravità mondiale ed epocale”. Il silenzio viene descritto come una rimozione collettiva, favorita da eventi mediatici e popolari – dal Carnevale alle Olimpiadi fino al Festival di Sanremo – che “distraggono e anestetizzano le coscienze”.
Il movimento annuncia quindi che, conclusa la stagione degli eventi, chiederà formalmente a tutte le forze politiche presenti in Valle d’Aosta di esprimere una posizione chiara su quanto emerso dai file.
Al di là delle tesi sostenute, il comunicato segna un salto di tono nel dibattito politico regionale. Porta dentro la dimensione valdostana una narrazione globale fatta di sospetti, accuse radicali e richieste di presa di posizione netta. Ora la palla passa agli altri partiti: scegliere se ignorare, replicare o raccogliere la sfida. In ogni caso, il silenzio – dopo una chiamata così diretta – diventa esso stesso una risposta politica.