ECONOMIA - 21 febbraio 2026, 10:21

Dl bollette: misure insufficienti e pochi vantaggi reali per le famiglie

Il nuovo Decreto Bollette delude le aspettative. Bonus ridotti, platea dei beneficiari drasticamente limitata e misure sul gas dagli effetti incerti: per i consumatori l’impatto concreto rischia di essere minimo

Il Decreto Bollette, tanto atteso, è divenuto realtà. Purtroppo, con esso, lo sono diventate anche tutte le criticità che avevamo rilevato.

La delusione più grande nasce dalla “pubblicità ingannevole” con cui è stato presentato questo provvedimento: ai consumatori, infatti, giungeranno pochi benefici.

In particolare, risulta insoddisfacente il bonus straordinario per gli utenti domestici, che rappresenta un notevole passo indietro rispetto al bonus del 2025, che riconosceva 200 euro di contributo sulla bolletta elettrica per gli utenti con Isee fino a 25.000 euro.

Con il nuovo bonus, non solo il contributo si riduce a 115 euro, ma si abbassa anche la soglia Isee a 9.796 euro. Si riduce così drasticamente il numero dei beneficiari.

Viene introdotto, inoltre, un altro bonus, questa volta facoltativo e a discrezione dei fornitori di energia elettrica, che potranno ottenere benefici pubblicitari se lo destineranno ai clienti con Isee fino a 25.000 euro, a condizione che consumino in un anno meno di 3 MWh di energia. Anche in questo caso, dunque, le famiglie potenzialmente beneficiarie sono poche.

Ai fornitori che aderiranno all’iniziativa sarà rilasciata un’attestazione utilizzabile a fini commerciali, senza l’imposizione di particolari condizioni aggiuntive. Ci si chiede, quindi, in che modo questo meccanismo verrà gestito: non avrebbe senso conferire a un’azienda tale “riconoscimento” se poi quest’ultima, magari, non rispetta i diritti degli utenti sotto altri profili, ad esempio applicando prezzi spropositati per la materia prima o per i corrispettivi di commercializzazione e vendita, oppure ricorrendo – come spesso accade – al telemarketing aggressivo per accaparrarsi nuova clientela.

Il decreto prevede, inoltre, un insieme di interventi teoricamente finalizzati a ridurre il divario di prezzo del gas tra quello indicizzato al TTF di Amsterdam e quello riferito al PSV, attualmente adottato sul mercato italiano, che oggi risulta mediamente più caro di circa tre punti. Si tratta, però, di una misura dagli esiti ancora incerti, che difficilmente potrà determinare un impatto significativo sulle spese sostenute dalle famiglie.

Su queste ultime, infatti, continuerà a essere scaricato il peso degli oneri sostenuti per gli ETS dalle aziende produttrici di energia da fonte fossile, che ora beneficeranno di uno sgravio, se la Commissione europea lo consentirà. Il vantaggio in bolletta per gli utenti dovrebbe quindi derivare dalla sperata riduzione del prezzo della materia prima, che resta, tuttavia, aleatoria e volatile.

Bruno albertinelli