La montagna valdostana, motore economico e simbolo identitario, entra in una fase cruciale della sua storia industriale e turistica. Questa mattina, giovedì 19 febbraio 2026, la quarta Commissione consiliare “Sviluppo economico” ha acceso i riflettori su uno dei dossier più delicati della legislatura: il futuro delle società di impianti a fune partecipate dalla Regione attraverso la finanziaria regionale.
In audizione l’Assessore allo sviluppo economico Luigi Bertschy, affiancato dai vertici e dai tecnici di Finaosta e di Deloitte, chiamati a illustrare la versione definitiva dello studio di razionalizzazione del comparto. Un lavoro atteso da mesi e destinato a incidere sugli equilibri di uno dei settori più strategici per il Pil regionale.
«L’audizione di oggi rappresenta un passaggio significativo nel percorso di approfondimento che la quarta Commissione sta portando avanti su temi strategici per la Regione», ha dichiarato la Presidente della Commissione, Josette Borre (UV). «Abbiamo ritenuto fondamentale promuovere un confronto strutturato, trasparente e fondato su dati tecnici puntuali. La versione definitiva dello studio consente ai Commissari di disporre di un quadro aggiornato e completo, utile per valutare scenari, criticità e prospettive».
Parole che fotografano il clima: prudenza istituzionale ma consapevolezza che la posta in gioco è alta. Il sistema funiviario valdostano non è soltanto un’infrastruttura turistica, ma un vero e proprio asset industriale che muove occupazione, indotto alberghiero, ristorazione, servizi e investimenti immobiliari. Ogni scelta societaria ha riflessi diretti sui bilanci pubblici, sulle strategie di sviluppo locale e sulla competitività internazionale dei comprensori.
Il dato economico, dunque, non è di crisi ma di consolidamento. Ed è proprio in una fase di relativa solidità che si ragiona su un possibile riassetto profondo. Lo studio propone infatti una gestione unitaria del sistema funiviario regionale, articolata in cinque divisioni territoriali, con la possibilità di una sesta dedicata a servizi non strettamente sciistici. Un modello che punta a superare frammentazioni storiche e differenze organizzative tra comprensori di dimensioni e potenzialità diverse.
«L’obiettivo è irrobustire il sistema e creare le condizioni affinché questa scelta determini una competitività ancora più forte del settore», ha aggiunto l’Assessore. «La gestione unitaria deve integrarsi con le caratteristiche del territorio, superando frammentazioni, rendendo più efficiente la governance e programmando in modo coordinato gli investimenti».
Sul piano economico, la parola chiave è efficienza: centralizzazione di alcune funzioni, pianificazione coordinata degli investimenti, maggiore forza contrattuale sui mercati finanziari e nei rapporti con i fornitori. Sul piano turistico, invece, la sfida è quella di proporre la Valle d’Aosta come sistema integrato, capace di competere con i grandi poli alpini europei non solo in termini di qualità delle piste, ma di offerta complessiva.
Non si tratta, come ha sottolineato Bertschy, di «un’operazione meramente societaria», bensì di «un passaggio strategico volto a dare maggiore solidità a un settore centrale per l’economia e il turismo della Valle d’Aosta». Dietro la formula tecnica, si intravede un cambio di paradigma: meno localismi, più visione d’insieme.
Ora lo studio viene messo a disposizione del Consiglio e del territorio. Si apre una fase di confronto con Comuni, società e attori economici. Nei prossimi mesi dovrebbe prendere forma il percorso operativo per definire il modello attuativo. «Si tratta di un processo complesso che richiede gradualità, condivisione e valutazione responsabile», ha rimarcato l’Assessore.
Gradualità, ma anche decisione. Perché in un contesto di cambiamento climatico, concorrenza internazionale e crescente necessità di investimenti tecnologici, il sistema degli impianti a fune non può permettersi immobilismi. La partita è economica, turistica e politica insieme. E da come verrà giocata dipenderà una parte rilevante del futuro della montagna valdostana.