ATTUALITÀ - 18 febbraio 2026, 15:40

Lo Camétran anima Courmayeur: il carro di Entrèves vince con l’ironia sul caro-affitti

Trionfa il tema del "Nomadismo dell’hostellerie". Seconda La Saxe con la satira sugli influencer; chiudono il podio le goliardiche "Courmapiadi".

Il sole e lo spirito irriverente dei Beuffon hanno baciato l'edizione 2026 de Lo Camétran, che martedì 17 febbraio ha trasformato le vie del centro in un palcoscenico a cielo aperto. Tra la tradizionale distribuzione di minestrone in Piazza Abbé Henry e le note della banda musicale di Courmayeur-La Salle, quattro carri si sono sfidati a colpi di satira e colori.

L’edizione 2026 ha visto quattro carri sfilare lungo le vie del centro, segno che lo spirito goliardico permane in queste giornate di comunità. Il carro è sempre un buon momento per evidenziare con ironia e irriverenza messaggi legati all’attualità del paese! Un tripudio di colori e buonumore si è riversato per le strade dalle ore 14 del pomeriggio, dopo la distribuzione del tradizionale minestrone di Carnevale accompagnato da formaggi e salumi locali, a cura della Proloco Comité de Courmayeur, in piazza Abbé Henry.

Tanta gente, tra residenti e turisti, ha atteso il passaggio del corteo, trainato dalle danze e dai costumi icone di Courmayeur dei Beuffon e
dalle note della immancabile banda musicale di Courmayeur - La Salle.

A conquistare il primo posto è stato il carro della frazione di Entrèves con “Nomadismo dell’hostellerie e della ristorazione”. La giuria ha premiato l’originalità nel trattare un tema scottante per la località: l’emergenza alloggi per i lavoratori stagionali. Il carro mostrava una ricostruzione degli hotel di lusso con i dipendenti costretti a dormire in tenda, proponendo come soluzione paradossale un "caravan da 100 posti letto".

Al secondo posto il carro di La Saxe, che ha affrontato, attraverso tanti giovani mascherati, un altro tema importante, quello della
dipendenza da cellulare. “Et qui vive sait faire…mais….on est à la misère” - La storia rappresentata ha visto tanti giovani artigiani in una ferramenta a lavorare, ma con il passare del tempo abbandonano quel patrimonio di manualità per gettarsi nel web: diventano così influencer con nomi altisonanti, ma dimenticando come si fa il proprio lavoro. Un castello così comincia a cadere a pezzi perché nessuno è
in grado di fare manutenzioni. Meno male che i nostri nonni hanno ancora la cassetta degli attrezzi e sanno portare avanti antichi mestieri, che permetteranno di rimettere in sesto il castello.

Al terzo posto il carro di Courmayeur “Courmapiadi, dilettanti ad alta quota” , con discipline del tutto particolari, che offrono grandi
risate tra il pubblico. Sotto i cinque cerchi discipline note diventano goliardiche, nello spirito di Courmayeur e del Carnevale. Gare
improbabili si alternano e riempiono di colore la strade del centro, terminando con l’Inno Italiano, che abbiamo tante volte sentito
risuonare in questi giorni di Giochi olimpici 2026. Non mancano la fiamma olimpica e sportivi del tutto “particolari” a portare avanti
un tema di attualità.



A chiudere la classifica, che tale non è, il Carro di Dolonne “Un mondo a colori” dove tanti bambini e tanti colori ci ricordano che il
carnevale è il loro momento, ma ci insegnano anche a staccare la spina dal quotidiano, a tornare a fare comunità, a divertirci insieme,
lontani anche qui da tablet e cellulari per ritrovare il piacere di condividere momenti di festa e unione, come una volta.

La giornata si è conclusa con le animazioni bambini con baby dance e giochi di gruppo al Jardin de l’Ange e con una merenda per tutti i
piccoli partecipanti con bugie e the caldo.
 

red