ECONOMIA - 17 febbraio 2026, 09:46

Costi energia, promesse e prudenza dal governo che prende tempo

In Consiglio regionale torna il nodo del sostegno ai costi energetici delle famiglie. Tra richieste di interventi immediati e una strategia che punta su risparmio ed efficientamento, la maggioranza prende tempo mentre crescono le aspettative sociali

Le bollette non votano, ma pesano. E in una regione autonoma che fonda la propria forza anche sulla gestione diretta delle risorse, il tema del costo dell’energia diventa inevitabilmente politico, economico e sociale insieme. Nella seduta consiliare dell’11 febbraio 2026 il sostegno alle famiglie è tornato al centro del dibattito con un’interpellanza del gruppo Lega Vallée d’Aoste, che ha riproposto una questione aperta da anni: la Regione intende intervenire in modo concreto e rapido per alleggerire la spesa energetica dei valdostani?

Il gruppo ha ricordato le proposte avanzate fin dal 2018 – dal “Bon Chauffage” allo “Chèque énergie”, fino alla reintroduzione dei buoni benzina per sostenere l’acquisto di carburanti – tutte respinte nel tempo, prevalentemente per ragioni legate alla copertura finanziaria o alla diversa allocazione delle risorse. La domanda posta al Governo è stata diretta: esiste la volontà di presentare in tempi brevi una misura specifica per coprire almeno una parte dei costi energetici delle famiglie?

Il Presidente della Regione ha risposto collocando la questione su un piano strategico più ampio. Il tema è all’attenzione della maggioranza, ha spiegato, e sono in corso valutazioni sia sulla tipologia di intervento sia sulle risorse necessarie. L’indirizzo politico non sarebbe quello di introdurre un semplice contributo sulla spesa, anche perché il bonus sociale energetico è già attivo e interessa circa 4.000 utenze elettriche e 1.400 utenze del gas. L’obiettivo dichiarato è invece quello di incentivare un risparmio progressivo della risorsa energetica, in coerenza con il programma di governo e con le iniziative avviate per la creazione di comunità energetiche rinnovabili, considerate uno strumento di possibile mitigazione della povertà energetica.

Parallelamente, l’esecutivo sta lavorando sull’efficientamento energetico e sulla riduzione dei consumi fossili, sia domestici sia legati ai trasporti, promuovendo l’uso del trasporto pubblico e incentivando il ricambio del parco auto più inquinante ed energivoro. Una linea che guarda al medio-lungo periodo e che si muove nel solco della transizione ecologica.

In chiusura, il Presidente ha richiamato l’offerta a costo fisso per sette anni proposta da CVA, che consentirebbe un risparmio del 12% rispetto alle migliori offerte di mercato, al netto degli oneri di sistema non comprimibili. Un segnale, secondo il Governo, dell’attenzione del sistema Valle d’Aosta verso l’utenza: non una misura esaustiva, ma un tassello di una strategia che punta a ridurre progressivamente i consumi e a rendere l’energia più accessibile attraverso investimenti pubblici e privati.

Dal fronte dell’opposizione è stato però evidenziato come negli anni sia mancato un confronto approfondito nel merito delle proposte avanzate, respinte principalmente per motivi finanziari. È stato inoltre ricordato che nel programma elettorale di Forza Italia era previsto il deposito, entro i primi 90 giorni di governo – termine ormai superato – di una proposta di legge per ridurre i costi dell’energia a favore dei valdostani. Ad oggi non risulta alcuna iniziativa formalizzata e, alla luce della risposta fornita in aula, le intenzioni della maggioranza appaiono ancora in fase di definizione.

Il confronto, dunque, resta aperto. Da un lato una visione che privilegia strumenti strutturali e investimenti per contenere i consumi nel tempo; dall’altro la richiesta di misure più immediate per affrontare una pressione economica che incide sul potere d’acquisto e sulle fragilità sociali. In mezzo, una comunità che si aspetta dall’autonomia non solo pianificazione e programmazione, ma anche la capacità di intervenire con tempestività quando il costo dell’energia diventa un problema quotidiano.

pi.mi.