CRONACA - 16 febbraio 2026, 10:22

Federica Brignone, la Tigre d’oro: da Courmayeur al tetto olimpico, una favola azzurra che illumina Milano-Cortina 2026

Dalle nevi del Monte Bianco al trionfo olimpico sulle Tofane: Federica Brignone firma una doppietta storica nello slalom gigante e nel Super-G, trascinando l’Italia e la Valle d’Aosta in un abbraccio collettivo di orgoglio, emozione e riconoscenza

Courmayeur trattiene il fiato, l’Italia esplode di gioia. È il giorno di Federica Brignone, è il giorno della Tigre. Domenica 15 febbraio resterà una data scolpita nella storia dello sport azzurro: sulle nevi olimpiche di Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026, l’atleta valdostana ha conquistato l’oro nello slalom gigante femminile, completando una doppietta semplicemente leggendaria dopo il trionfo nel Super-G di pochi giorni prima.

Il teatro dell’impresa è quello delle grandi occasioni: le Tofane di Cortina d’Ampezzo, gremite, vibranti, partecipi. Davanti a un pubblico rapito, Brignone ha dominato entrambe le manche con una sciata potente, lucida, feroce. Una prestazione totale, tecnica e mentale, che ha raccontato molto più di una gara: ha raccontato una carriera, una rinascita, una volontà fuori dal comune.

A rendere l’oro ancora più pesante c’è il contesto. A 35 anni, a meno di dodici mesi da un grave infortunio alla gamba che aveva fatto tremare certezze e futuro, Federica non solo è tornata, ma è tornata al massimo livello possibile. Due ori nella stessa Olimpiade, un traguardo che la proietta definitivamente nell’Olimpo dello sci alpino italiano, accanto a nomi che hanno fatto epoca come Alberto Tomba.

Ma questa non è solo una storia di medaglie. È una storia che parte da lontano, dalle piste di casa, dallo Sci Club Courmayeur Monte Bianco, da una crescita sportiva e umana che oggi diventa esempio. Madrina del progetto Courmayeur Sport Talent, Brignone è molto più di una campionessa: è un punto di riferimento, una fonte di ispirazione concreta per le giovani promesse che sognano, sci ai piedi, guardando il Monte Bianco.

Il Comune di Courmayeur e l’intera comunità valdostana si sono stretti attorno alla loro atleta simbolo in un abbraccio ideale, fatto di orgoglio, appartenenza e gratitudine. Perché in quella sciata c’è un territorio intero, c’è una montagna che diventa carattere, c’è un’identità che trova voce nello sport.

Ora Courmayeur la attende, con l’emozione delle grandi occasioni. L’accoglienza sarà una festa collettiva, un momento di riconoscenza autentica verso un’atleta che ha saputo trasformare il talento in perseveranza, le difficoltà in forza, i sogni in realtà.

Questo oro arricchisce il medagliere azzurro, certo. Ma soprattutto resta lì, inciso nella memoria: una delle pagine più luminose di Milano-Cortina 2026, firmata da una Tigre che non ha mai smesso di ruggire.

je.fe.