C’è un limite oltre il quale non si può più parlare di disservizio, di “problema tecnico”, di “algoritmo che non ha funzionato”. Qui siamo davanti a un sistema amministrativo che ha perso completamente il senso della realtà, della responsabilità e perfino della dignità istituzionale.
La storia di Silvia è solo una delle tante. Una delle oltre millesettecento persone finite nel tritacarne del sistema SEND, la piattaforma di notifiche digitali che avrebbe dovuto semplificare la vita ai cittadini e che invece ha prodotto un disastro annunciato: notifiche mai arrivate, multe raddoppiate, cartelle esattoriali recapitate come se piovesse. E un Comune costretto a rincorrere l’emergenza con mozioni, promesse e rassicurazioni che, nei fatti, non hanno risolto nulla.
Silvia riceve un’ingiunzione per multe che non sapeva nemmeno di avere. Va in Comune: “non so che dirle”. Va dai vigili: “si rivolga altrove”. Va alla SEND: “per noi è tutto regolare”. E alla fine paga. Paga tutto. Paga il dovuto, il non dovuto, il raddoppiato, il triplicato. Paga perfino la sua stessa pazienza.
Quando pensa di aver chiuso l’incubo, dopo un mese arriva un’altra richiesta per lo stesso importo già saldato. A questo punto, pur adirata ma convinta di aver risolto il problema, riceve un’ulteriore cartella che la invita a ripagare. Si reca da Uniriscossioni per dimostrare, ricevuta alla mano, di aver già pagato. Ma la risposta è surreale: avrebbe dovuto versare il raddoppio delle sanzioni perché il pagamento precedente sarebbe avvenuto in ritardo.
Una presa in giro. Una tortura burocratica. Un’umiliazione.
E allora la domanda è semplice: com’è possibile che un’amministrazione pubblica abbandoni così un cittadino? Com’è possibile che Comune, Polizia locale, SEND, Uniriscossioni, PagoPA, ognuno chiuso nel proprio fortino, non riescano a parlarsi, a verificare, a correggere, a fare la cosa più elementare del mondo: controllare se una persona ha già pagato?
Il Consiglio comunale discute, vota mozioni all’unanimità, promette sospensioni, proroghe, “approfondimenti”, incontri con le associazioni dei consumatori, facsimili per i ricorsi, tavoli tecnici. E intanto i cittadini continuano a ricevere richieste di pagamento per multe mai notificate, perché il sistema SEND – obbligatorio per legge – ha fallito nel suo compito più basilare: notificare una raccomandata.
Nel frattempo il tempo passa. L’assessore competente cambia aria, lascia la poltrona cittadina e sale di grado, approdando a un più tranquillo incarico regionale. La trafila ricomincia da capo per associazioni e cittadini, che ora si scontrano anche con la diplomatica frase: “non so cosa abbiano fatto quelli della giunta precedente, dovete avere pazienza, dobbiamo informarci”.
Sconforto. Rabbia. Soprattutto da parte delle associazioni dei consumatori che, convocate a fine legislatura, credevano – speravano – in una soluzione. E invece? Invece la parte politica, l’unica che avrebbe potuto dare una risposta definitiva, non si presenta nemmeno all’incontro. Immaginare la reazione di chi pensava di poter finalmente rispondere ai cittadini è facile: illusi e poi beffati da una politica inesistente, irrispettosa, incapace di assumersi le proprie responsabilità.
E mentre la politica si rimpalla le colpe, mentre gli uffici si nascondono dietro le procedure, mentre la piattaforma digitale dichiara che “è tutto a posto”, la vita delle persone viene stritolata. Silvia, come tanti altri, ha bussato ovunque: sindaco, carabinieri, giudice di pace, procura, Corte dei conti. Risultato? Dopo più di un anno siamo esattamente al punto di partenza.
E allora la domanda finale è brutale ma inevitabile: a chi deve rivolgersi un cittadino quando lo Stato – in tutte le sue articolazioni – smette di funzionare? Quando la tecnologia imposta dall’alto diventa un boomerang? Quando l’amministrazione non amministra, non ascolta, non corregge, non risolve?
Perché qui non è in discussione un algoritmo. È in discussione la credibilità stessa delle istituzioni. E se un Comune non è in grado di garantire nemmeno la correttezza delle proprie notifiche, allora il problema non è SEND: è un’intera macchina amministrativa che ha smesso di rispettare i cittadini. E questo, in una società civile, è semplicemente inaccettabile.