Nella seduta consiliare del 12 febbraio 2026 si è tornati a parlare di caregiver familiare, figura sempre più centrale nel sistema di welfare e, allo stesso tempo, ancora sospesa in un limbo normativo nazionale. A sollevare il tema è stata un’interpellanza del gruppo PD–Federalisti Progressisti VdA, che ha chiesto alla Giunta di chiarire quali iniziative intenda assumere alla luce delle evoluzioni legislative, sia regionali sia statali.
Il punto di partenza è la delibera regionale 1418 del 24 ottobre 2025, con cui è stata avviata la sperimentazione della riforma della disabilità prevista dal decreto legislativo 62/2024. Una riforma che individua nel caregiver una figura chiave nella definizione del “Progetto di vita” della persona con disabilità, mentre a livello nazionale il Governo ha istituito un apposito registro dedicato.
Da qui le domande politiche: la Regione intende armonizzare la propria delibera con le nuove disposizioni statali? È pronta a superare la logica delle delibere attuative per approvare finalmente una legge regionale organica sul caregiver, come auspicato già nel dibattito consiliare del giugno 2025? E ancora: quali strumenti di supporto psicologico sono stati messi in campo per prevenire burnout e isolamento sociale? Si pensa di incrementare le risorse regionali per garantire contributi più equi e inclusivi rispetto ai criteri nazionali?
La risposta dell’Assessore alle politiche sociali è stata netta su un punto: la delibera del 2025 non disciplina direttamente il caregiver, ma avvia la sperimentazione della riforma della disabilità. Non modifica servizi o sostegni esistenti, bensì ridefinisce il modello organizzativo e le procedure per arrivare alla valutazione multidimensionale e ai progetti di vita individuali.
Parallelamente, la Regione sta lavorando alla revisione della legge regionale 14/2008 sul sistema integrato di interventi e servizi a favore delle persone con disabilità. Un percorso condiviso con le associazioni – l’ultimo incontro si è svolto proprio ieri – con l’obiettivo di arrivare a una legge quadro sulla disabilità che includa anche la valorizzazione e il riconoscimento del ruolo del caregiver familiare, con riferimenti espliciti alla sua partecipazione alla definizione del progetto di vita. Un cammino che, secondo l’Assessore, è coerente con la riforma nazionale.
Ma è proprio il livello nazionale a rappresentare oggi l’incognita maggiore. La nuova legge sui caregiver non è ancora approvata e il suo iter parlamentare appare complesso e dai tempi incerti. L’unico riferimento concreto è la legge di bilancio 2026 (legge 199/2025), che istituisce un Fondo nazionale per i caregiver con risorse che, realisticamente, non saranno disponibili prima del 2027.
Le anticipazioni sul disegno di legge nazionale parlano di un contributo fino a 400 euro mensili erogato dall’Inps, ma riservato esclusivamente a caregiver conviventi che assistono persone con disabilità gravissima per almeno 91 ore settimanali e con requisiti economici estremamente restrittivi: reddito inferiore a 3.000 euro annui e Isee sotto i 15.000 euro.
Numeri che, se confermati, rischiano di lasciare fuori la gran parte delle situazioni reali.
Da qui la rivendicazione dell’Assessore: la Valle d’Aosta sarebbe già oggi più avanti dello Stato. I contributi regionali attivi prevedono importi mensili compresi tra 440 e 2.000 euro, con una soglia Isee fino a 70.000 euro, decisamente più ampia rispetto ai criteri nazionali ipotizzati. Nel 2025 sono stati erogati 862.000 euro a favore di 71 beneficiari. Un dato che, nelle intenzioni della Giunta, dimostra un impegno concreto e strutturato.
La scelta politica, ha aggiunto l’Assessore, è quella della prudenza: attendere l’approvazione definitiva della legge statale prima di adottare ulteriori norme regionali, così da valutare eventuali nuove risorse e misure. Solo allora si potranno definire eventuali integrazioni, con l’obiettivo dichiarato di mantenere e rafforzare il livello di tutela già garantito.
Dal canto suo, il gruppo PD-FP ha riconosciuto che la Valle d’Aosta dispone di strumenti più avanzati rispetto allo Stato e che poter contare su risorse regionali proprie rappresenta un punto di forza, soprattutto a fronte di fondi statali giudicati esigui e progressivamente ridotti.
Ma la questione, per l’opposizione, è prima di tutto politica. Non basta il sostegno economico, per quanto significativo. Serve un riconoscimento più ampio della figura del caregiver, che vada oltre il contributo mensile. In particolare, viene sollecitato uno status giuridico definito e una tutela anche previdenziale per chi rinuncia al lavoro e alla propria vita personale per assistere un familiare.
È qui che si gioca la partita vera: trasformare il caregiver da beneficiario di contributi a soggetto riconosciuto pienamente dall’ordinamento, con diritti chiari e tutele certe.
La Valle d’Aosta, è stato detto, potrebbe diventare regione pilota non solo nella sperimentazione organizzativa della riforma della disabilità, ma anche nel riconoscimento pieno della figura del caregiver familiare.
La domanda resta aperta: continuare a rivendicare di essere “più avanti” o fare il salto politico che trasformi un primato finanziario in una scelta di civiltà giuridica?