Governo Valdostano - 14 febbraio 2026, 09:29

Onorificenze, cultura e startup: la Giunta mette mano al 2026

Sì alle decorazioni “Amie/Ami de la Vallée d’Aoste” e “Chevalier de l’Autonomie”, fondi alla cultura musicale e al Forte di Bard, nuove nomine nell’Osservatorio rifiuti e adesione alla Start Cup. Un pacchetto di delibere che guarda all’identità valdostana, ma con un occhio (finalmente) anche all’innovazione

La Giunta regionale comincia a scrivere, con largo anticipo, alcune pagine del 2026. E lo fa partendo da ciò che più caratterizza la Valle d’Aosta: l’autonomia, l’identità e – perché no – anche un certo gusto per le cerimonie ufficiali.

Sul tavolo della Presidenza della Regione è arrivato il via libera all’attribuzione delle decorazioni regionali “Amie/Ami de la Vallée d’Aoste” e “Chevalier de l’Autonomie” per il 2026, insieme all’organizzazione della cerimonia che celebrerà gli anniversari dell’Autonomia regionale e dello Statuto speciale, oltre alla Fête de la Vallée d’Aoste. Momenti simbolici, certo, ma tutt’altro che marginali: sono occasioni in cui la politica si specchia nella propria storia e prova a ricordarsi perché l’autonomia non è un vezzo folkloristico, bensì un’architettura istituzionale da difendere e aggiornare. E ogni medaglia, si sa, racconta una storia – purché non resti solo una foto di rito.

Capitolo Istruzione, cultura e politiche identitarie. Qui le cifre iniziano a pesare. La Giunta ha approvato il trasferimento di 1.870.000 euro alla Fondazione Maria Ida Viglino per la cultura musicale, in applicazione della legge regionale n. 8/1992 (aggiornata dalla l.r. 29/2024), come concorso al finanziamento delle attività 2026. Un investimento consistente, che conferma la centralità della formazione musicale nel panorama valdostano. La cultura costa, certo, ma l’ignoranza – come si dice – costa di più.

Via libera anche all’Associazione Forte di Bard per interventi di manutenzione straordinaria nel 2026, per 250.000 euro. Ristrutturazioni edilizie e nuove edificazioni negli immobili del complesso, in attuazione della convenzione già prevista dalla delibera 56/2016. Il Forte di Bard non è solo una cartolina turistica: è uno dei principali poli culturali e attrattori della regione. Tenerlo in forma non è un capriccio estetico, ma una scelta strategica. Certo, ogni tanto qualcuno si chiede se oltre ai muri si investa abbastanza anche nei contenuti. Domanda legittima, che merita risposte altrettanto solide.

Sempre in ambito culturale, approvato lo schema di contratto di servizio con la Società di servizi Spa per garantire assistenza ai visitatori e sorveglianza nelle sedi espositive di Aosta durante le mostre temporanee organizzate dall’Amministrazione regionale, dal 20 febbraio 2026 al 14 marzo 2027. La spesa prevista è di 799.153 euro. Una cifra importante, che racconta quanto la macchina organizzativa delle mostre richieda personale, professionalità e continuità. La cultura non si improvvisa: ha bisogno di custodi, letteralmente.

Passando a Opere pubbliche, territorio e ambiente, la Giunta ha aggiornato la composizione dell’Osservatorio regionale sui rifiuti, dopo le elezioni amministrative del 2025. Entrano Luca Tonino per il Comune di Aosta (al posto di Loris Sartore) e Mauro Lucianaz e Michel Savin in rappresentanza delle Unités des Communes Valdôtaines (in sostituzione di Michel Martinet e Marco Vesan). Gli altri componenti restano confermati. Un avvicendamento fisiologico, ma non banale: la gestione dei rifiuti è uno dei terreni più sensibili per i territori, tra costi, impianti, raccolta differenziata e – inevitabilmente – polemiche. Cambiano i nomi, ma le sfide restano tutte sul tavolo.

Infine, sul fronte Sviluppo economico, formazione e lavoro, trasporti e mobilità sostenibile, la Regione parteciperà all’edizione 2026 della Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, competizione interregionale dedicata ai progetti di impresa innovativi e ad alto contenuto di conoscenza, finalizzati alla nascita di startup presso gli incubatori degli enti promotori. L’iniziativa si inserisce nella Strategia regionale di specializzazione intelligente (S3) e prevede anche un premio in denaro per il progetto vincitore.

È un segnale interessante. In una regione spesso accusata di vivere più di rendita istituzionale che di slancio imprenditoriale, sostenere startup e innovazione è una scelta che guarda avanti. La vera sfida, però, sarà trasformare i concorsi in imprese reali, capaci di restare sul territorio e non di prendere il primo treno – quando sarà elettrificato del tutto – verso mercati più grandi.

In sintesi, le delibere approvate disegnano una linea chiara: identità, cultura e manutenzione dell’esistente, con qualche apertura all’innovazione. Un equilibrio delicato tra memoria e futuro. La politica valdostana continua a muoversi su questo crinale: celebrare ciò che siamo stati e, al tempo stesso, provare a capire cosa vogliamo diventare. E magari – tra una medaglia e una startup – ricordarsi che l’autonomia vive soprattutto nelle scelte concrete, non solo nei cerimoniali.

je.fe.