CRONACA - 12 febbraio 2026, 13:12

Il consenso non si discute: ad Aosta un presidio contro il passo indietro sui diritti

A trent’anni dalla legge che ha riconosciuto la violenza sessuale come delitto contro la persona, Non Una di Meno Valle d’Aosta scende in piazza per difendere un principio non negoziabile: il consenso deve restare libero, esplicito e attuale

Ci sono conquiste civili che non dovrebbero mai essere rimesse in discussione. Una di queste è il principio del consenso, così come sancito dalla legge n. 66 del 1996, che trent’anni fa ha finalmente riconosciuto la violenza sessuale come un delitto contro la persona e non contro la morale o il buon costume. Da allora il fulcro è chiaro: senza consenso, è violenza.

Eppure oggi quel principio torna a vacillare. L’emendamento approvato in Commissione Giustizia al Senato, nell’ambito del cosiddetto DDL stupri, rischia di ribaltare l’impianto culturale e giuridico costruito in questi decenni. Non più il consenso da accertare, ma il dissenso da “valutare”. Un cambiamento solo apparentemente tecnico, che in realtà apre la porta a un pericoloso arretramento.

Il rischio è evidente: tornare a processi in cui non si giudica il comportamento di chi ha agito violenza, ma la reazione della persona che l’ha subita. Tornare, ancora una volta, alla domanda tossica e colpevolizzante: “Perché non hai detto no?”. Come se il silenzio, lo shock, la paura o la paralisi potessero essere letti come consenso. Come se il corpo e la volontà di una persona dovessero sempre giustificarsi.

Per questo Non Una di Meno Valle d’Aosta ha deciso di scendere in piazza. Dal 15 febbraio 2026, a trent’anni da quella legge simbolo, il movimento ribadisce un concetto semplice e radicale allo stesso tempo: il consenso non si interpreta, non si presume, non si negozia. O c’è, ed è libero, esplicito e attuale, oppure no.

Il presidio è convocato per sabato 15 febbraio, alle ore 16.30, in piazza Porta Pretoria ad Aosta. Un luogo centrale, perché centrale è la battaglia che si vuole portare all’attenzione dell’opinione pubblica. Non una rivendicazione di parte, ma una difesa dei diritti fondamentali e della dignità delle persone.

All’iniziativa aderiscono il Centro Donne contro la Violenza di Aosta, la CGIL Valle d’Aosta, l’ANPI Valle d’Aosta e naturalmente Non Una di Meno Valle d’Aosta. Un fronte ampio, che unisce realtà diverse ma accomunate dalla consapevolezza che sui diritti non si fanno passi indietro.

Perché il consenso è la base di ogni relazione libera. E metterlo in discussione significa mettere in discussione la libertà stessa. Su questo, davvero, non può esserci ambiguità. Non un passo indietro.

pi.mi.