Il cielo di sabato 7 febbraio, a guardarlo di primo mattino, non prometteva nulla di buono. Nuvole basse, aria fredda, quella sensazione tipicamente invernale che ti fa pensare: “oggi non è giornata”. E invece, proprio da quella incertezza meteorologica è nata la magia della prima edizione di “Alla scoperta del Bosco delle Fate”, andata in scena a Eresaz grazie alla ProLoco di Emarese APS, in collaborazione con Alpinisti InSuperAbili.
Un evento che ha saputo andare oltre la semplice escursione, trasformandosi in un racconto collettivo fatto di passi lenti, neve sotto gli scarponi e sguardi che si allargano. L’obiettivo era chiaro e ambizioso: da una parte far conoscere uno degli angoli verdi più suggestivi del territorio comunale, capace in meno di due ore di regalare panorami completamente diversi; dall’altra mostrare concretamente come la montagna possa essere davvero accessibile a tutti, grazie alla K-BIKE, un presidio medico che consente anche a persone con difficoltà motorie, temporanee o permanenti, di muoversi in natura.
Non un gesto simbolico, ma una scelta politica e culturale. Non a caso la manifestazione si è inserita nella European Week of Winter Sports, iniziativa cofinanziata dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Erasmus + Sport, che punta a promuovere l’attività fisica anche nei mesi invernali, valorizzando il benessere che nasce dal movimento all’aria aperta.
«Abbiamo accolto immediatamente l’invito perché è perfettamente in linea con la nostra missione», racconta Daniele Boero, cofondatore di Alpinisti InSuperAbili. «Noi vogliamo condividere la passione per la montagna con persone con abilità motorie ridotte. Lo facciamo anche su vette importanti come il Breithorn, ma è fondamentale farlo pure in contesti meno estremi: una passeggiata nel bosco, un’uscita tra amici. Il corso di oggi era propedeutico all’uso della K-BIKE, un presidio che ogni Comune turistico e ogni struttura alberghiera dovrebbero avere, se vogliono parlare seriamente di montagna inclusiva».
Dopo una breve introduzione tecnica, il gruppo di partecipanti si è messo in cammino lungo un anello all’interno del Bosco delle Fate. La neve caduta nelle settimane precedenti ha aggiunto silenzio e luce al percorso, rendendo l’esperienza ancora più intensa.
«Il nostro territorio si presta naturalmente a un turismo lento, di relazione, di contatto vero con l’ambiente», spiega Franz Rossi, presidente della ProLoco di Emarese APS. «In poco più di due ore si passa dalla grande piana di Eresaz, affacciata sulla Valle Centrale e con una vista che spazia dal Monte Bianco al Mont Avic, dal Monte Zerbion al Monte Emilius, fino a un fitto bosco di conifere, con felci, massi muschiosi, una pietraia e poi un bosco ceduo dove convivono castagni, larici, betulle e abeti. Siamo felici di aver condiviso queste bellezze con persone che non si sono lasciate spaventare dalla neve e dal freddo».
E come spesso accade in montagna, quando la pazienza viene premiata, a metà mattinata il cielo si è aperto. I timidi raggi di un sole invernale hanno illuminato il bosco, regalando ai partecipanti quella sensazione rara di essere esattamente nel posto giusto, al momento giusto.
A fine escursione, i saluti, i sorrisi stanchi e una promessa semplice ma potente: ripetere l’esperienza anche il prossimo anno. Perché il Bosco delle Fate non è solo un luogo. È un’idea di montagna che non esclude, che accoglie, che cammina al passo di tutti.