CULTURA - 05 febbraio 2026, 07:55

Essere piccoli, fare da volano per la comunità

Cittadinanzattiva Valle d’Aosta dimostra che anche una realtà regionale piccola può essere modello di innovazione e partecipazione civica. Intervista a Mariagrazia Vacchina, segretario regionale, per capire come giovani e adulti possano lavorare insieme per progetti di impatto nazionale

Maria Grazia Vacchina

La Valle d’Aosta, con la sua dimensione ridotta, è riuscita a trasformarsi in un laboratorio virtuoso di partecipazione civica. Tre giovani coordinatori di tre  rEti create in Valle d'Aosta malgrago i numeri siano piccoli ma grande la volontà. L’attenzione dei vertici nazionali di Cittadinanzattiva nei confronti delle attività regionali ne è la prova: la gestione collegiale, l’attivazione delle reti e il coinvolgimento diretto dei giovani nei progetti più delicati hanno messo in evidenza una realtà capace di fare scuola per l’Italia intera. Abbiamo incontrato Maria Grazia Vacchina, segretaria regionale, per approfondire il modello valdostano e il ruolo dei giovani in questa “piccola rivoluzione”.

Mariagrazia, la Valle d’Aosta è la regione più piccola d’Italia, eppure Cittadinanzattiva nazionale vi considera virtuosi. Qual è il segreto di questo riconoscimento?
“Credo che il segreto sia nella gestione collegiale e nella capacità di attivare tutte le reti, sia quelle tradizionali che quelle nuove dedicate a temi cruciali come ambiente, giovani e cittadinanza europea. Qui non ci limitiamo a fare le cose, cerchiamo di farle bene, con metodo e responsabilità, valorizzando ogni contributo, dai membri storici ai giovani che portano nuove idee.”

Beatrice Somaglia, resp. Rete "Giovani, studio-lavoro"

Parliamo dei giovani: tre nuove reti sono state affidate a universitari che avevano già partecipato al progetto ‘Cittadini si diventa’. Perché questa scelta?
“Perché crediamo che i giovani non siano semplici destinatari di programmi o attività marginali. Vogliamo che siano protagonisti responsabili, in grado di gestire progetti complessi e di confrontarsi con gli adulti. Dare loro spazio significa investire nel futuro e rinnovare l’energia di chi guida l’associazione oggi.”

Come hanno reagito i vertici nazionali di Cittadinanzattiva a questa iniziativa?
“Con grande apprezzamento. Hanno definito il progetto virtuoso e degno di essere riprodotto in altre realtà italiane. È stato riconosciuto non solo il valore dell’iniziativa, ma anche la capacità della Valle d’Aosta di coniugare partecipazione, responsabilità e innovazione organizzativa, pur essendo la più piccola regione.”

Luca Germanetti, resp. Rete "Cittadinanza europea"

In che modo i giovani coinvolti contribuiscono concretamente alle reti?
“Gestiscono direttamente progetti, organizzano eventi, coordinano attività di sensibilizzazione e promuovono iniziative che riguardano ambiente, scuola, lavoro e cittadinanza europea. Non sono mai solo esecutori: partecipano alle decisioni, propongono strategie e si confrontano con noi adulti. Questo li rende veri protagonisti della vita dell’associazione.”

Qual è, secondo lei, l’impatto di questa esperienza sul territorio valdostano?
“L’impatto è doppio: da un lato, rafforza la partecipazione civica e la responsabilità dei cittadini; dall’altro, permette ai giovani di sentirsi utili e ascoltati. La Valle d’Aosta diventa così un esempio concreto di sussidiarietà e innovazione sociale, dimostrando che anche realtà piccole possono avere grande influenza.”

Elisabetta Anro', resp. Rete "Ambiente"

Cosa significa per Cittadinanzattiva VdA ‘fare da volano’?
“Significa mettere in moto energie e competenze in modo che l’esperienza regionale possa influenzare e ispirare le politiche e le pratiche nazionali. Essere piccoli non vuol dire avere meno valore: significa, se ben organizzati, avere la possibilità di sperimentare, innovare e mostrare che la partecipazione civica efficace è possibile ovunque.”

Qual è il messaggio che vorrebbe lasciare ai giovani che guardano a Cittadinanzattiva?
“Che ci sia spazio per loro, che le loro idee contano e che possono davvero fare la differenza. Noi adulti abbiamo bisogno della loro energia, della loro creatività e della loro capacità di metterci in discussione. Insieme possiamo costruire una società più attenta, partecipata e responsabile.”

pi.mi.