AMBIENTE - 04 febbraio 2026, 11:48

Rifiuti, le associazioni alzano la voce: “Subito l’Osservatorio regionale e un confronto pubblico sul nuovo Piano”

Le associazioni ambientaliste valdostane chiedono la convocazione urgente dell’Osservatorio regionale dei rifiuti e un percorso partecipato per la definizione del nuovo Piano 2027–2031. Nel mirino opacità, rigidità tariffarie e scelte che rischiano di sacrificare ambiente ed equità sull’altare degli equilibri finanziari

La gestione dei rifiuti in Valle d’Aosta torna al centro del dibattito pubblico, e questa volta con toni netti. Le principali associazioni ambientaliste valdostane chiedono la convocazione urgente dell’Osservatorio Regionale dei Rifiuti (ORR) e l’apertura di un confronto pubblico sul nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti 2027–2031, alla vigilia della scadenza dell’attuale PRGR 2022–2026. Una richiesta che nasce da un giudizio severo sull’attuale governance del sistema e da una preoccupazione crescente per scelte considerate poco trasparenti e scarsamente condivise.

L’ORR, ricordano le associazioni, è un organismo previsto dalla legge come sede di partecipazione pubblica, trasparenza e controllo. Eppure, “dovrebbe essere convocato almeno tre volte all’anno, mentre nel 2025 si è riunito una sola volta, il 16 luglio”. Un dato che, secondo ambientalisti e comitati, fotografa un progressivo svuotamento del suo ruolo, con convocazioni saltuarie, accesso limitato ai dati e un’esclusione di fatto dai passaggi decisionali più rilevanti.

Il nodo centrale è il nuovo Piano regionale. “La definizione del PRGR 2027–2031 richiede scelte fondate su dati verificabili, coerenza normativa e un confronto pubblico serio, attento e trasparente”, sottolineano le associazioni, che chiedono un percorso allineato al Piano nazionale di gestione dei rifiuti, alla regolazione ARERA e agli indirizzi europei. Un percorso che, a loro giudizio, oggi non è affatto garantito.

Dal documento di analisi condiviso emergono criticità strutturali che vanno ben oltre singole disfunzioni. Viene denunciata, in primo luogo, “la mancanza di trasparenza su elementi fondamentali”, come il Piano economico-finanziario e il project financing di EnVal, la qualità reale dei flussi dei rifiuti e i ricavi derivanti dal conferimento al CONAI dei materiali differenziati riciclabili. Informazioni considerate essenziali per valutare l’efficienza e l’equità dell’intero sistema.

Altro punto critico è il sistema tariffario, definito rigido e poco incentivante. Le associazioni parlano di “un modello basato su due sole tariffe fisse, una per l’indifferenziato e una per tutti i materiali differenziati, indipendentemente dal flusso di appartenenza e dalla qualità dei rifiuti”. Un’impostazione che, denunciano, “non incentiva la qualità della raccolta, non applica pienamente il principio ‘chi inquina paga’ e non risulta coerente con la regolazione ARERA”.

Non meno preoccupante, secondo gli ambientalisti, è il mancato sviluppo di centri di compostaggio decentrati, sia di comunità sia presso le aziende agricole. Una scelta che contraddice quanto indicato dallo stesso PRGR e dal Piano nazionale, basato sul principio dell’impianto minimo. “L’assenza di una chiusura del ciclo della FORSU in Valle d’Aosta comporta un aumento dei costi e degli impatti ambientali”, evidenziano le associazioni, puntando il dito contro un modello che continua a privilegiare soluzioni centralizzate e onerose.

Nel mirino finisce anche l’assetto contrattuale complessivo, che “attribuisce alla discarica un ruolo strutturale a servizio dell’impianto”, impedendone l’utilizzo come risorsa pubblica residuale. Un’impostazione che, nel suo insieme, rischia di piegare la tutela dell’ambiente, della salute e dell’equità sociale a logiche di stabilità economico-finanziaria. “Non si tratta di problemi isolati – avvertono – ma di effetti sistemici che orientano il sistema nella direzione sbagliata”.

Da qui la richiesta di un cambio di rotta netto. Il nuovo PRGR, sostengono le associazioni, deve ristabilire una gerarchia chiara di priorità: “La legge, l’interesse pubblico, la tutela ambientale e la trasparenza devono guidare la pianificazione. Gli strumenti contrattuali e il ruolo del gestore devono essere funzionali a questi obiettivi, e non il contrario”.

Le richieste sono precise: convocazione immediata dell’ORR e messa in condizione di svolgere pienamente il proprio ruolo; accesso ai dati, trasparenza e verificabilità delle informazioni alla base delle scelte gestionali e tariffarie; un percorso di costruzione del PRGR 2027–2031 realmente partecipato, coerente con la normativa vigente e orientato alla sostenibilità ambientale ed economica.

Perché, concludono le associazioni, “la gestione dei rifiuti riguarda l’intera comunità valdostana e richiede scelte condivise, responsabili e democratiche”. A firmare l’appello sono Legambiente Valle d’Aosta, La Valle non è una discarica, Valle Virtuosa, il Comitato ‘Discarica sicura di Pompiod’, ISDE Valle d’Aosta e Attac Valle d’Aosta. Una presa di posizione collettiva che riapre il confronto e chiama la Regione a una risposta non più rinviabile.

pi.mi.