Venerdì 23 gennaio 2026 la Sala Conferenze BCC di Aosta ha ospitato un’intensa giornata di lavori dedicata all’innovazione tecnologica in ambito sanitario. L’evento, intitolato Smart Health Design: Tecnologie Intelligenti e Metodologie AI-Driven per l’Innovazione in Sanità, ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, mondo accademico e professionisti della sanità regionale, insieme ai ricercatori del Politecnico di Torino, per discutere le prospettive della medicina personalizzata e delle tecnologie mediche avanzate.
L’apertura dei lavori, con i saluti istituzionali del presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta Renzo Testolin, del rettore del Politecnico di Torino Stefano Paolo Corgnati e della rettrice dell’Università della Valle d’Aosta Manuela Ceretta, ha subito evidenziato il valore strategico della collaborazione tra territorio e sistema universitario. Una sinergia considerata essenziale per accompagnare la trasformazione della sanità pubblica verso modelli sempre più innovativi e basati sulla ricerca applicata.
La mattinata è entrata nel vivo con interventi tecnici di alto profilo. Il professor Guglielmo Ramieri ha illustrato come le tecnologie digitali stiano rivoluzionando l’approccio alla chirurgia cranio-maxillo-facciale. La progettazione degli interventi non parte più da strumenti standardizzati, ma dalla ricostruzione virtuale dell’anatomia specifica del singolo paziente, consentendo di sviluppare soluzioni medtech “su misura”. Un cambiamento di paradigma che migliora l’accuratezza chirurgica e contribuisce a ridurre i tempi operatori.
Il confronto si è poi ampliato con una prima tavola rotonda dedicata alla necessità di costruire un linguaggio comune tra ricerca, clinica e industria. Bioingegneri, chirurghi e rappresentanti del mondo produttivo hanno sottolineato come la vera innovazione nasca dall’integrazione delle competenze. In particolare, il dialogo tra specialisti di chirurgia maxillofacciale, genomica e bioingegneria ha messo in luce il ruolo decisivo della collaborazione interdisciplinare nel trasformare un prototipo virtuale in uno strumento realmente utilizzabile in sala operatoria.
Sul fronte dell’intelligenza artificiale, il professor Yves Grandvalet ha spiegato come gli algoritmi di apprendimento automatico non siano più soltanto strumenti di supporto, ma stiano diventando il motore di un cambiamento profondo verso una sanità sempre più personalizzata e centrata sul paziente.
La seconda tavola rotonda ha riportato il dibattito su un piano più territoriale, affrontando le sfide concrete della trasformazione digitale in Valle d’Aosta. Accanto alle grandi potenzialità offerte dall’AI per una diagnosi più accurata, sono emerse le criticità legate alla gestione dei dati, all’aggiornamento dei protocolli sanitari e alla sostenibilità delle innovazioni. Il confronto, che ha coinvolto esponenti del mondo accademico, della ricerca agricola e i vertici della sanità valdostana, ha evidenziato come la tecnologia debba essere accompagnata da una visione politica e amministrativa capace di integrarla efficacemente nel sistema sanitario pubblico regionale.
In chiusura della sessione mattutina, il rettore Stefano Paolo Corgnati e il vicepresidente della Regione Valle d’Aosta Luigi Bertschy hanno delineato le prospettive future della collaborazione. Corgnati ha ribadito l’impegno del Politecnico di Torino nel rafforzare la propria presenza sul territorio valdostano, mettendo a disposizione competenze d’eccellenza per sostenere la transizione verso una sanità ad alta intensità tecnologica. Bertschy ha invece sottolineato il valore strategico della sanità digitale e del settore MedTech come leve di sviluppo economico, capaci di generare nuova occupazione qualificata e di migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Il momento più operativo è arrivato con la presentazione del progetto Design for Augmented Surgery (DAS). Il professor Sandro Moos del Politecnico di Torino e Giuseppe Chirico di Blue Engineering hanno illustrato soluzioni medtech avanzate per la chirurgia cranio-maxillo-facciale, accompagnate da una sessione dimostrativa pratica curata dal 3D Lab del Politecnico, in collaborazione con Blue Engineering e l’Ospedale regionale Umberto Parini. Un’occasione che ha permesso ai partecipanti di vedere e toccare con mano le tecnologie che stanno già delineando la sala operatoria di domani.