Una sala piena, parole che arrivano dritte allo stomaco, musica, sorrisi, lacrime trattenute e abbracci sinceri. Così l’Associazione Valdostana Diabetici Tipo 1 ha celebrato, sabato 24 gennaio 2026, dieci anni di attività, ripercorrendo un cammino che va ben oltre i numeri e i progetti realizzati. Un percorso fatto di storie vere, di famiglie che hanno imparato a non sentirsi sole e di una comunità che, passo dopo passo, ha trasformato la paura in forza e la fragilità in consapevolezza.
Tutto è iniziato il 24 gennaio 2016, o forse ancora prima, nel momento più difficile: quello di una diagnosi che cambia la vita. Da lì, dal bisogno di condividere dubbi, angosce e speranze, è nata un’associazione che oggi rappresenta un punto di riferimento per bambini, ragazzi, giovani adulti con diabete di tipo 1 e per le loro famiglie. «All’inizio eravamo famiglie con mille domande e poche certezze – ha ricordato Roberta Brunel, fondatrice, presidente fino al 2023 e oggi consigliera dell’associazione – ma avevamo una cosa fortissima in comune: l’amore per i nostri figli e la voglia di aiutarci ed esserci, insieme».
Durante la serata, il presidente Marco Ferraccioli ha guardato anche al futuro, sottolineando l’importanza delle nuove linee guida europee sullo screening pediatrico per il diabete di tipo 1 e il ruolo dell’associazione nel promuovere prevenzione, diagnosi precoce e pari opportunità, anche in ambito sportivo. Un impegno che unisce informazione scientifica e attenzione alle persone, senza mai perdere di vista la dimensione umana.
Molto apprezzati gli interventi del team medico che da anni affianca l’AVD1: la dottoressa Adriana Bobbio, il dottor Davide Tinti, arrivato da Torino per l’occasione, la dottoressa Emma Lillaz, il dottor Andrea Perruquet e il dottor Paolo Serravalle. Parole competenti, profonde, cariche di empatia, che hanno messo in luce il valore della collaborazione tra sanità e associazionismo, dimostrando come la cura non sia solo terapia, ma anche relazione e ascolto.
Il cuore della serata, però, è stato dato dalle testimonianze delle famiglie e dei ragazzi. Racconti coraggiosi, sinceri, capaci di toccare profondamente il pubblico, che hanno restituito il senso più autentico dell’associazione: esserci nei momenti dell’esordio, accompagnare nella crescita, sostenere nel percorso di accettazione della malattia, senza giudizio e senza solitudine.
Non sono mancati i ringraziamenti alle realtà che in questi dieci anni hanno creduto e sostenuto l’AVD1, rendendo possibili progetti concreti e iniziative sul territorio. Tra queste, il Lions Club Cervino, la Protezione Civile e Sugar Trail, che hanno condiviso ricordi, esperienze e obiettivi comuni, confermando quanto il lavoro di rete sia fondamentale.
A rendere ancora più speciale l’evento, la musica e le danze del gruppo folkloristico La Clicca di Saint-Martin, che hanno accompagnato il pubblico fino al ballo finale, trasformando la celebrazione in una festa collettiva, simbolo di una comunità viva e unita. La serata si è poi conclusa con una pizza condivisa, un momento semplice ma significativo, in cui medici, famiglie, volontari e sostenitori hanno lasciato da parte ogni ruolo per ritrovarsi come una grande famiglia.
«AVD1 siamo tutti noi, insieme per aiutare»: il messaggio che ha attraversato l’intera serata e che racconta meglio di qualsiasi slogan dieci anni di impegno. Un’associazione che guarda avanti con la stessa determinazione con cui è nata, pronta ad accogliere, sostenere e dare voce a chi convive con il diabete di tipo 1 e alle loro famiglie, continuando a dimostrare che nessuno deve affrontare questo percorso da solo.