Aosta Capitale - 24 gennaio 2026, 13:14

Fiera di Sant’Orso, Aosta si ferma: ecco come cambia la città tra divieti, navette e Ztl sospese

Per la Fiera di Sant’Orso 2026 Aosta cambia volto per quattro giorni: strade chiuse, divieti di sosta diffusi, centro storico blindato e traffico dirottato. In compenso stop alle Ztl, parcheggi gratuiti e una rete di navette per raggiungere la fiera. Tutto quello che c’è da sapere, senza il burocratese

Con l’avvicinarsi della Fiera di Sant’Orso 2026, Aosta si prepara – come ogni anno – a una vera e propria rivoluzione della viabilità. Dal 29 al 31 gennaio la città entrerà in modalità “fiera totale”: meno auto, più pedoni, artigiani al lavoro e un centro storico trasformato in un grande spazio espositivo a cielo aperto.

Il prezzo da pagare, inevitabile, è una lunga serie di limitazioni alla circolazione. Ma questa volta, più che un elenco infinito di divieti, vale la pena capire che cosa succede davvero e come orientarsi senza impazzire.

Centro storico: accesso limitato, ma Ztl spenta

Il cuore della città sarà praticamente off-limits per il traffico ordinario. Piazza Chanoux, via Sant’Anselmo, via Porta Pretoria, via Croce di Città, via De Tillier e tutte le strade del percorso tradizionale della fiera saranno riservate agli espositori, ai mezzi di emergenza e alle navette.
La buona notizia è che, per tutta la durata della manifestazione, le Ztl vengono sospese e i varchi elettronici spenti: niente multe automatiche per chi entra nelle aree normalmente controllate.

Divieti di sosta: rimozione facile

Il vero incubo resta la sosta. I divieti con rimozione forzata saranno diffusissimi, non solo in centro ma anche lungo gli assi di scorrimento principali: Corso Ivrea, via Festaz, via Paravera, via Chabod, via Caduti del Lavoro, via Monte Emilius, via 1° Maggio, via Generale Dalla Chiesa e molte altre.
Il consiglio è semplice: dimenticare l’auto vicino al centro e puntare sulle aree esterne o sui parcheggi consigliati, evitando improvvisazioni dell’ultimo minuto.

Navette protagoniste

Per compensare le chiusure, il Comune e la Regione puntano tutto su un sistema di navette dedicate, che avranno corsie riservate e priorità di transito. Alcuni tratti stradali, come l’area dell’Arco d’Augusto e il Ponte Vecchio sul Buthier, saranno riservati quasi esclusivamente al loro passaggio.
Le navette collegheranno i principali parcheggi periferici con il centro storico, diventando di fatto l’unico modo rapido per muoversi durante i giorni clou della fiera.

Autobus turistici e camper sotto controllo

Per evitare il caos, arrivano regole rigide anche per autobus turistici, camper e roulotte. I pullman privati non potranno attraversare Corso Ivrea in alcune fasce orarie e saranno obbligati a seguire percorsi prestabiliti.
I camper potranno sostare solo se non intralciano la circolazione e verranno indirizzati verso aree dedicate come la zona cimiteriale e Montfleury. Stop invece alla sosta “creativa” in città.

Piste ciclabili chiuse

Altro dettaglio da non sottovalutare: chiudono anche le piste ciclabili e gli itinerari ciclopedonali interessati dalla fiera o adiacenti al percorso. Stop temporaneo quindi a biciclette, monopattini e micromobilità elettrica, per ragioni di sicurezza.

Parcheggi gratis

Una boccata d’ossigeno arriva sul fronte dei costi: sosta gratuita nelle zone a pagamento dal mattino del 30 gennaio fino alla sera del 31. Un piccolo ristoro per residenti e visitatori, a patto però di parcheggiare dove è consentito.

Artigiani: percorsi obbligati

Per gli espositori tradizionali scatta una macchina organizzativa rigidissima. Ingressi e uscite sono programmati strada per strada, con orari e percorsi obbligati, sotto il controllo delle forze dell’ordine e del Centro Operativo Misto. Una coreografia necessaria per evitare ingorghi e garantire la sicurezza.

Una città che si concede alla fiera

In sintesi, per qualche giorno Aosta si concede completamente alla Fiera di Sant’Orso, accettando disagi, deviazioni e qualche malumore. È il prezzo da pagare per l’evento più identitario dell’anno, quello che trasforma la città in un laboratorio di artigianato, relazioni e tradizione viva.

Il consiglio finale è uno solo: lasciare l’auto il più lontano possibile, affidarsi alle navette e vivere la fiera con lo spirito giusto. Perché Sant’Orso, come sempre, non è fatta per correre… ma per camminare.

Files:
 ordinanza S. orso generale n. 31.26  (260 kB)

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