Con l’inizio del nuovo anno si rimette in moto anche l’attività sindacale, dopo la pausa festiva che ha congelato confronti e trattative. Un 2026 che per la UIL si preannuncia fitto di impegni, segnato dai congressi di categoria che porteranno, a luglio, al congresso confederale nazionale di Padova.
Sul tavolo restano diverse partite aperte. Alcune aziende hanno ripreso il dialogo con le organizzazioni sindacali, facendo registrare timidi passi avanti. Altre, invece, hanno scelto finora la strada dell’elusione. È il caso di NewPrinces, che per mesi ha evitato il confronto richiesto a più riprese dai sindacati sul nuovo piano di sviluppo, dopo l’acquisizione nel 2025 di Carrefour Italia.
Un’operazione che ha cambiato radicalmente lo scenario: oltre 11 mila dipendenti coinvolti e la nascita del primo gruppo alimentare italiano. Un passaggio che, secondo la UILTuCS, rende il confronto non più rinviabile. «Dopo un’acquisizione di questa portata è indispensabile un chiarimento sul futuro occupazionale e industriale del gruppo», sottolinea Raffaele Statti, che firma la nota per la UILTuCS Valle d’Aosta. «Chiediamo garanzie sulla salvaguardia dei posti di lavoro, ma anche trasparenza sul piano di sviluppo commerciale, sul ruolo della sede centrale, sulla rete vendita, sulla logistica, sul franchising e sul panorama contrattuale».
Dopo mesi di silenzio, qualcosa si muove. La preclusione è caduta e per il 29 gennaio 2026 è stato finalmente programmato un incontro tra Carrefour, NewPrinces e organizzazioni sindacali. Un appuntamento atteso con forte apprensione anche in Valle d’Aosta, dove sono circa 300 i lavoratori del gruppo coinvolti, in attesa di conoscere la nuova mappa organizzativa e le reali intenzioni aziendali.
Parallelamente prosegue il confronto per il rinnovo del contratto integrativo di Lidl Italia, con un incontro fissato per il 20 febbraio 2026. L’ultimo tavolo, svoltosi il 16 gennaio, ha prodotto risultati concreti, in particolare sul sistema premiante. «Sono stati fatti passi avanti significativi, che possiamo ritenere soddisfacenti», evidenzia Statti. L’intesa prevede un importo di 650 euro annui, non riparametrati, di cui 500 euro in buoni spesa e 150 euro lordi in busta paga.
Resta aperta anche la trattativa con Gros Cidac di Aosta per il contratto integrativo aziendale. Un confronto avviato nel mese di dicembre che, secondo la UILTuCS, ha posto le basi per arrivare a una conclusione positiva. «Dotare lavoratrici e lavoratori di un contratto integrativo non è un optional, ma uno strumento indispensabile di tutela e riconoscimento», ribadisce Statti.
Tra aperture tardive, trattative serrate e attese cariche di incertezza, il quadro che emerge è quello di un settore dove il dialogo resta spesso più annunciato che praticato. E dove, ancora una volta, a pagare il prezzo dei ritardi e dei silenzi rischiano di essere i lavoratori.