C’è un proverbio valdostano che dice: “Chi vuole attraversare un fiume deve guardare dove metterà i piedi”. E ieri, in Consiglio Valle, il consigliere Marco Carrel ha voluto mettere a fuoco proprio questo: i ponti istituzionali con le regioni confinanti e i vicini transfrontalieri, strumenti fondamentali per la Valle d’Aosta.
Carrel, capogruppo degli Autonomisti di Centro, ha aperto la seduta con un’interpellanza chiara e diretta: “Quale futuro nei rapporti con le Regioni confinanti s’immagina il Governo regionale?”, ha chiesto, riferendosi al Tavolo permanente annunciato dopo l’incontro tra la Giunta valdostana e il Presidente del Piemonte, Alberto Cirio, lo scorso 23 dicembre.
«Vogliamo sapere se sia previsto un incontro analogo tra il Presidente della Regione Valle d’Aosta e la Giunta del Piemonte e, in caso affermativo, con quali modalità e tempistiche; come funzionerà il Tavolo permanente; se il Presidente riferirà in Consiglio sugli esiti e se siano programmati confronti analoghi con Svizzera e Francia», ha spiegato Carrel, puntando a dare concretezza a iniziative che spesso restano sulla carta.
Il Presidente Testolin ha risposto con prudenza istituzionale: «À ce jour, aucune rencontre avec le Gouvernement régional du Piémont n’a encore été programmée», ha detto, aggiungendo che nelle prossime settimane si definiranno “aspetti amministrativi, di funzionamento e di composizione” del Tavolo permanente, soprattutto su mobilità e trasporti interregionali. Testolin ha poi ricordato che la Valle d’Aosta intrattiene rapporti stabili con i Dipartimenti della Savoie e dell’Haute-Savoie e con il Canton Vallese, con incontri periodici che hanno permesso una cooperazione continua e positiva.
Ma Carrel non si è accontentato delle rassicurazioni generiche: «Non ci è stato detto come intendiamo andare avanti nei rapporti con il Piemonte, ma solo che nelle prossime settimane seguiranno aggiornamenti», ha replicato. «Bene che si continuino le relazioni con Cantone del Vallese e Dipartimenti francesi, ma serve un approccio più pragmatico e attento, un confronto aperto, schietto e coerente con le realtà che ci circondano».
Dalla sua postazione, Carrel ha scandito le priorità: costanza negli incontri, trasparenza sui risultati e una strategia pragmatica per far sì che la Valle d’Aosta diventi davvero ponte tra territori confinanti, senza restare intrappolata in relazioni di facciata. Per un consigliere territoriale come lui, le relazioni istituzionali non sono protocolli da archiviare: sono strumenti concreti per la sicurezza, la mobilità, il lavoro e lo sviluppo delle comunità locali.
L’interpellanza ha acceso il dibattito, ma soprattutto ha ricordato a tutti che la Valle d’Aosta non è un’isola: ogni decisione sulla cooperazione transfrontaliera ha effetti immediati sulla vita dei cittadini, sui collegamenti quotidiani e sulle prospettive turistiche ed economiche. E Carrel, con la sua richiesta di chiarezza e concretezza, ha ribadito che la politica regionale deve sapere attraversare i fiumi istituzionali con prudenza, ma anche con passo deciso.