CALENDARIO DEGLI IMPEGNI DI MONS. VESCOVO
Martedì 20 gennaio 2026
- Ivrea, vescovado - ore 10.00-16.00
Assemblea CEP - Casa parrocchiale di Quart - ore 20.30
Incontro con il Consiglio pastorale di unità parrocchiale Brissogne-Quart-Ville-Sur-Nus
Mercoledì 21 gennaio 2026
- Vescovado - ore 9.00
Riunione della Commissione paritetica Regione-Diocesi per il finanziamento degli interventi di restauro dei beni mobili e immobili di interesse storico-artistico e architettonico - Seminario - ore 18.00
Riunione della Consulta delle Aggregazioni laicali
Giovedì 22 gennaio 2026
- Casa parrocchiale di Nus - ore 20.30
Incontro con il Consiglio pastorale di unità parrocchiale Fénis-Nus-Saint-Barthélemy-Saint-Marcel
Venerdì 23 gennaio 2026
- Vescovado - mattino
Udienze - Seminario Maggiore - ore 18.00
S. Messa per la Festa di San Francesco de Sales, S. Patrono del Seminario e dei Giornalisti - Aosta, Cinéma Théâtre de la Ville - ore 20.45
Incontro diocesano di formazione con don Luca Peyron
Credere e Sperare nel tempo delle macchine intelligenti
Domenica 25 gennaio 2026
- Cattedrale - ore 10.30
S. Messa per l’unità dei Cristiani - Seminario - ore 14.30-17.00
Incontro con i diaconi permanenti
Lunedì 26 - Mercoledì 28 gennaio 2026
- Roma
Riunione del Consiglio permanente della CEI
Venerdì 30 gennaio 2026
- Aosta, Porta Pretoria - ore 8.00
Benedizione della Fiera di Sant’Orso e visita agli Espositori - Chiesa Collegiata dei Santi Pietro e Orso - ore 18.00
S. Messa “degli Artigiani”
La Chiesa celebra i Santi Fabiano e Sebastiano
San Fabiano Papa e martire
Guidò la Chiesa di Roma dal 236 al 250, promosse l'organizzazione ecclesiastica e l'assistenza ai poveri, suddividendo Roma in sette diaconie. Durante il suo papato, il vescovo di Roma acquisì grande prestigio, ma suscitò l'attenzione dell'imperatore Decio. Fabiano, inizialmente un laico, succedette a papa Antero e godette di tempi relativamente pacifici sotto gli imperatori Gordiano III e Filippo l’Arabo. Quando Decio salì al potere, perseguitò i cristiani, obbligandoli a sacrificare agli dèi romani. Fabiano rifiutò, venendo arrestato e lasciato morire nel carcere Tullianum. Fu sepolto nel cimitero di Callisto e onorato come martire. La sua memoria si celebra il 18 gennaio a Milano.
SEBASTIANO: I dati storici circa la figura di san Sebastiano sono limitati alla menzione nel più antico calendario della Chiesa di Roma, la «Depositio Martyrum», confluita nel «Cronografo» risalente al 354, e a una citazione nel «Commento al Salmo 118» di sant’Ambrogio vescovo di Milano. Una “Passio” scritta intorno al V secolo aggiunge che Sebastiano era un membro dei pretoriani, le guardie al diretto servizio dell’imperatore di Roma, ed era cristiano dalla nascita. Grazie al suo servizio, poteva portare conforto ai cristiani che erano destinati al supplizio. A sua volta fu denunciato come cristiano e condannato al supplizio delle frecce, per aver tradito la fiducia dell’imperatore Diocleziano. Ne uscì vivo ma non illeso: dopo le cure, si ripresentò a Diocleziano per rimproverarlo aspramente di quanto aveva commesso contro i cristiani. A quel punto, fu nuovamente condannato: frustato a morte, venne gettato, ormai cadavere, nella Cloaca Massima. Le sue spoglie furono però ritrovate e deposte nelle catacombe della via Appia. Le sue reliquie sono oggi venerate nella basilica di San Sebastiano fuori le Mura a Roma, tranne quella del cranio, custodita nella basilica dei Santi Quattro Coronati a Roma.
Il sole sorge alle ore 8,05 e tramonta alle ore 17,16
«La guerra è sempre una sconfitta dell’umanità: non costruisce il futuro, lo divora. La pace, invece, è un atto di coraggio quotidiano, che chiede giustizia, ascolto e responsabilità.»
(Papa Leone XIV)
È una frase che colpisce perché rovescia la retorica muscolare della guerra: niente eroismi, niente vittorie, solo macerie umane e politiche. Leone XIV insiste su un punto scomodo ma decisivo: la pace non è passività né buonismo, ma scelta faticosa e concreta, che chiama in causa governi, popoli e coscienze. In tempi di riarmo linguistico prima ancora che militare, è un richiamo che suona quasi controcorrente — e proprio per questo necessario.